INCIDENTI FERROVIARI

PONTE LAMBRO 2008

Una grande paura. Ma per fortuna, senza conseguenze fisiche per nessuno dei 200 passeggeri a bordo del treno delle Nord partito dalla stazione di Canzo-Asso poco prima. Era diretto a Milano Cadorna: quasi tutti milanesi, dunque, gli occupanti delle carrozze. A Pontelambro il convoglio è deragliato ed è uscito dai binari. E' successo ieri sera attorno alle 18,45. Imponente la macchina dei soccorsi con 118, vigili del fuoco, carabinieri e polizia ferroviaria. Spavento enorne, come detto, ma nessun ferito. Solo un 82enne è stato colto da malore e ricoverato all'ospedale di Erba in osservazione. Lo svio e' stato causato da un atto vandalico criminale come dimostrano le immagini qui sotto.

Sabotaggio: treno con 200 persone deraglia Vandali entrano in azione: fanno deragliare treno Ecco la grata che ha causato il deragliamento

Alle ore 22.00 e' intervenuta una squadra specializzata da Novara per il recupero della motrice 760.23 del complesso TAF

Le foto che seguono ci sono state concesse dall'emittente televisiva TVS Televallassina che per tutta notte ha seguito le varie fasi del delicato intervento. Nello svio e' deragliato il carrello anteriore della motrice di testa. Il recupero e' stato terminato alle ore 3 di notte. Tramite un locomotore 520 il convoglio TAF incidentato e' stato dapprima trasportato a Merone, in seguito alle 9 del mattino e' stato scortato fino a Novate dove verranno valutati i danni che a prima vista sono ingenti in quanto e' stato completamente danneggiato il carrello motore.

nel video di seguito la prova che e' stato un sabotaggio !!!

la notizia data da Televallassina il 14 ottobre 2008 in occasione del fermo dei due vandali

La comunita' di Ponte Lambro e' sconvolta dopo la notizia che sono stati proprio due minorenni a causare il deragliamento del treno regionale Asso-Milano mettendo sui binari grate di ferro, coperchi di cemento delle canaline e quant'altro trovato in galleria. La Polizia Ferroviaria di Milano e di Como ha reso noto di aver denunciato due giovani italiani, entrambi minorenni  di 14 anni uno residente a Ponte Lambro, l'altro a Crevenna d'Erba. Sono state così confermate alcune anticipazioni di stampa di stamani che riportavano la cattura dei due giovani vandali. I due hanno confessato di essere i soli responsabili della bravata che solo per puro miracolo non e' stata trasformata in tragedia. Avrebbero agito "per passatempo", non sapendo come trascorrere la domenica pomeriggio... L'accusa ipotizzata nei loro confronti è di attentato alla sicurezza dei trasporti. Il deragliamento era stato provocato da materiali (coperchi di cemento di copertura delle canaline passacavi e griglie in ferro di copertura dei canali di scolo delle acque) prelevati e collocati all'interno della galleria fra Ponte Lambro e Caslino d'Erba. I giovani sono stati rintracciati grazie alle impronte digitali lasciate sulle grate e sulle lattine lasciate nella galleria... Ora finalmente i vandali hanno un volto ed un nome... oltre ad una denuncia pesantissima su cui si ipotizza l'attentato alla sicurezza dei trasporti, le famiglie dovranno rimborsare gli ingentissimi danni causati dal gesto criminale dei propri figli.

le confessioni dei due vandali rilasciate al Quotidiano ''La Provincia'' in edicola il 16 ottobre 2008

'' Sapevo che ci avrebbero trovati. Alla stazione di Caslino ho manomesso la telecamera di sorveglianza, ma so che ha fatto a tempo a riprendermi ugualmente. Ero convinto che mi avrebbero trovato, anche se non credevo che ci avrebbero messo così poco».
Il ragazzo è alto un metro e novanta, ha capelli e occhi nerissimi, mani grandi e un corpo imponente, lontano molto dall’immagine del monello incosciente che scivola via veloce, carico di adrenalina lungo i binari del treno. Siede tra i suoi arrabbiatissimi genitori nello studio dell’avvocato, la penalista comasca Francesca Binaghi con la quale affronterà al Tribunale dei minori di Milano un interrogatorio ben più difficile di questa imbarazzata intervista condotta quasi tartagliando monosillabi zeppi di vergogna.
Il giovane deraglia-treni racconta: «Io e il mio amico siamo scesi alla stazione di Ponte Lambro e quando il treno è ripartito siamo entrati a piedi in galleria. Siamo arrivati fin dove ci sono le nicchie nella parete poi abbiamo appoggiato qualche sasso sulle rotaie (in realtà si tratterebbe di blocchetti di cemento, ndr) e abbiamo aspettato nascosti che passasse di nuovo». Il treno è ripassato, più o meno un quarto d’ora dopo ma i sassi non hanno fatto danni, spinti via dal respingente collocato sul locomotore. «La grata era lì, appoggiata accanto. Noi l’abbiamo sollevata e spostata sui binari. Poi ci siamo rimessi in cammino e abbiamo raggiunto la stazione di Caslino. C’era una telecamera che ci inquadrava. Mi sono avvicinato e l’ho girata, anche se sapevo che ormai mi aveva inquadrato, sia me che il mio amico. Ci siamo detti che volevamo sentire il rumore che fa un treno quando schiaccia l’acciaio, così siamo risaliti sulla corsa successiva per Ponte Lambro». Quando la locomotiva è deragliata, i due erano timidamente sistemati sull’ultimo vagone: «Non abbiamo sentito nulla - racconta il ragazzone - Il treno si è fermato in galleria e dopo un attimo l’altoparlante ha invitato tutti a scendere dicendo che il treno era uscito dai binari. Siamo tornati a casa giurandoci l’un l’altro che non ne avremmo fatto parola con nessuno, neppure con gli amici. Avevamo sentito anche il telegiornale, sapevamo che ci cercavano.

 

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