LA MESOLCINA E LA FERROVIA : AMORE E DISINCANTO

di Mario Realini ( giornalista TSI )

Ho avuto il primo contatto con la realtà ferroviaria mesolcinese per motivi professionali. Era l’inizio della primavera del 1971. Di buon mattino (alle 8.00) ero incaricato di scegliere, tra i dispacci di agenzia che giungevano per mezzo del telex, quelli utili per la realizzazione di eventuali servizi per la mitica trasmissione del Regionale. In un giorno di inizio aprile una notizia era di particolare interesse…anche perché, tutto sommato, …attesa. L’ATS (Agenzia telegrafica svizzera) mandava la notizia (da Coira) della soppressione del servizio viaggiatori sulla linea Bellinzona-Mesocco a partire da fine maggio 1972 (cambiamento d’orario). Era in pratica una lettera del Consiglio Federale al Consiglio di Stato dei Grigioni…scritta in questi termini:…..

“ Berna, 31 marzo 1971. Al Consiglio di Stato del Canton Grigioni. Signor Presidente, egregi signori,….

Il Consiglio Federale, sulla base delle raccomandazioni della commissione preposta all’ esame dell’ esercizio delle aziende pubbliche di trasporto, ha deciso di trasferire dalla ferrovia alla strada  il trasporto di viaggiatori tra Bellinzona e Mesocco come pure il trasporto merci tra Grono e Mesocco….Il Consiglio Federale è convinto che con questa soluzione si pongono le migliori basi per lo sviluppo economico, turistico e culturale delle valli Mesolcina e Calanca.

Voglia gradire signor Presidente, egregi signori, l’ assicurazione della nostra massima stima.”

Per il Consiglio Federale: Roger Bonvin

La mattina di quel giorno sono stato inviato in valle per la realizzazione di un servizio televisivo sull’ argomento. Ricordo l’intervista al signor Guido Keller , presidente del Comitato per il mantenimento della ferrovia in Mesolcina.

Ma com’ era nata questa ferrovia…? Bisogna tornare agli anni fra fine 800 e inizio 900.

Nel giugno 1882 viene inaugurata la ferrovia del San Gottardo (Gotthardbahn). La linea principale, internazionale, deve essere completata da linee secondarie, regionali. Non mancano idee e progetti da parte di politici e tecnici. Fra gli obiettivi un collegamento trasversale (Sempione-Locarno) con diramazioni verso il san Gottardo e lo Spluga. Si attuano pero’ solo quattro linee…: una in valle di Blenio (Biasca-Acquarossa), una in valle Maggia (Locarno- Bignasco), una nelle Centovalli (linea per Domodossola) e una in Mesolcina (collegamento fra il Ticino e l’alta Mesolcina). Quattro linee, certamente, ma non coordinate fra loro e, perdippiu’ che saranno realizzate solo parzialmente…, rispetto alle idee e progetti originari Una concessione per una tranvia in Mesolcina viene rilasciata nel 1899. Il promotore è l’ingegner Nisoli. Si vuole costruire una linea sulla strada cantonale per risparmiare sui costi. Successivamente la Società “Ferrovia elettrica Bellinzona-Mesocco” su indicazione (impegnativa) di una commissione statale opta per  una ferrovia in sede propria.        Nella vicenda spicca la figura di Silvio Tonella, intraprendente e geniale progettista della linea e primo direttore dell’azienda. Per la realizzazione dell’ opera si incarica una società di Winterthur appartenente a Johann Jakob Rieter (ditta appaltatrice generale).

Preventivo di costo: poco meno di 2 milioni e mezzo di franchi .  La costruzione avviene non senza alcune difficoltà legate ai finanziamenti e alla solidità finaziaria della ditta subappaltatrice dei lavori (fratelli Nisoli e Seeli di Grono). Ma la responsabilità è della ditta Rieter (poi nota come industria delle macchine tessili).

 

Qualche dato tecnico:

- lunghezza 31,5 km (di cui ben 22 km in rettilineo)

- scartamento ridotto (un metro)

- trazione elettrica (corrente continua 1500 Volt): collegamento con la            corrente elettrica fornita dalla centrale di Cebbia alla stazione di Roveredo/GR.

- Parecchie opere d’arte: ponti in ferro, di pietra, gallerie

- Collegamento merci con la Gotthardbahn , alla stazione di Castione-Arbedo.

- Dislivello : da 230 metri sul mare di Bellinzona a 769 m s/m di Mesocco: cioè 539 metri

- Caratteristiche generali: ferrovia di fondovalle, solo in parte classificabile come ferrovia di montagna

- Materiale rotabile: elettromotrici di 2.e 3. classe construite dalla ditta Ringhoffer/Smichow di Praga (impero Austro-ungarico) e alcuni vagoncini per viaggiatori e merci a due assi.

- Durata di percorrenza 75 minuti !  (…cioè una media di 25,2 km/h ! )

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E’ opportuno rilevare che la Bellinzona-Mesocco viene progettata e attuata per un servizio a trazione elettrica: a quei tempi era una novità alla quale erano sensibili tutti i progettisti. Infatti quasi tutte le ferrovie regionali create in Svizzera hanno avuto la trazione elettrica sin dagli inizi. Paradossalmente la Bellinzona-Mesocco risultava assai piu’ moderna della Gotthardbahn che utilizzava locomotive a vapore…nemmeno tanto moderne come vaporiere !!!

 

Dopo l’ approvazione dei progetti nel 1905 da parte della Confederazione il via ai lavori. Tutto procede bene, tecnicamente. In un paio d’anni la ferrovia è costruita: sembra incredibile anche con il metro di valutazione di oggi.

L’ inaugurazione avviene in due tappe:

Già nel 1908 l’ ingegner Silvio Tonella, vero pioniere del trasporto ferroviario in Mesolcina, inoltra una domanda di concessione per una linea del san Bernardino (Bellinzona-Mesocco, …poi fino a Thusis). Ma sorgono le prime difficoltà: dapprima quelle meteorologiche (con importanti e violente precipitazioni), poi quelle “politiche”…cioè l’ attesa imposta dal Consiglio Federale e motivata con la necessità di avere le idee in chiaro sulla realizzazione di una ferrovia delle Alpi Orientali.   La ferrovia funziona…c’è la soddisfazione per il nuovo, moderno collegamento fra i comuni mesolcinesi e fra questi e la capitale ticinese. Di tanto in tanto, sorgono anche preoccupazioni per i danni provocati dal maltempo: aggiustare una strada, magari sterrata, è un conto, riparare una ferrovia è tutt’altra difficoltà. Preoccupazioni anche per gli incidenti con vittime causati dal treno….

All’ inizio degli anni Trenta si  vuole costruire un collegamento diretto con la stazione delle Ferrovie Federali di Bellinzona… Ma le FFS rinunciano. La ferrovia mesolcinese attestata in città (distante un chilometro dalla stazione delle FFS) è… e rimarrà un serio svantaggio per la B-M.

Prima crisi per la ferrovia durante questi anni: in seguito all’ impiego di camion in valle diminuisce il traffico merci….  Nel 34 viene ridotto il personale…quello  pensionato o dimissionario non viene piu’ sostituito. Nel bel mezzo della seconda Guerra mondiale (anni 42/43) avviene quella che potrebbe essere la svolta: il passaggio (piu’ o meno imposto) della ferrovia elettrica Bellinzona-Mesocco alla Ferrovia Retica (RhB). L’operazione è dettata dalla possibilità di ottenere piu’ facilmente l’ aiuto finanziario della Confederazione riservato alle cosiddette “ferrovie private”. Si avvicinano, per la Bellinzona-Mesocco, anni difficili. Si riesce pero’ a festeggiare il cinquantesimo della linea…E l’ anno 1957. Giunge una nuova elettromotrice per meglio assicurare il servizio merci per lo stabilimento siderurgico della Valmoesa di San Vittore. E’ moderna,… la motrice “491”: ma è molto,…molto sola. Il resto del materiale rotabile è ormai desueto. Per inciso diro’ che si usava calcolare in 40 anni la durata di locomotive e treni. E nel 57 quello della B-M ha già 50 anni !!!!

Negli anni  anni Sessanta si registra una vera “strage” di ferrovie secondarie in tutta la Svizzera. Se si rinnovano costano…e percio’ non si rinnovano. Se sono malconce non rendono…e si devono quindi sostituire con servizi stradali. Una speciale commissione federale valuta lo stato di ogni ferrovia: stato tecnico, stato economico-finanziario, inserimento in una regione demograficamente sufficiente. Dopo una prima valutazione “benevola” la Bellinzona-Mesocco incappa poi (si fa per dire) in una negativa. La raccomandazione al Consiglio Federale (che è l’ autorità di concessione) è di ritirare la concessione ferroviaria per il trasporto viaggiatori in favore di una concessione alle PTT per un servizio postale.

Due incidenti (scontri fra treni) abbastanza gravi peggiorano la situazione. V’è inoltre la presa di posizione ufficiale del canton Ticino, assolutamente negativa e che sembra ai Mesolcinesi una pugnalata alla schiena…. Riferisco, in proposito, un breve momento di una seduta del Gran Consiglio Ticinese.

Il deputato Emilio Agostinetti (poi Consigliere Nazionale), membro del Consiglio di Amministrazione della Ferrovia Retica, interpella il Governo sulle preoccupazioni per il futuro della B-M. Come mai, dice, mentre la “retica”decide l’ acquisto di quattro moderne vetture a quattro assi si sentono voci circa propositi di smantellare la linea…Quale è la posizione ticinese ?..

Risponde il capo del Dipartimento delle Pubbliche costruzioni Argante Righetti: …la pianificazione delle strade nazionali, egli dice, prevede occupazione di spazi ferroviari della B-M, quindi , alla commissione federale dichiariamo il nostro no alla ferrovia Bellinzona-Mesocco.

Il parere negativo del canton Ticino (assai importante vista la vicinanza con la Mesolcina) dà il colpo di grazia al trenino “rosso-verde” (…rosso-verde perché le motrici avevano una livrea rossa e le carrozze viaggiatori verde !).

Grandi le polemiche: molta emozione e rabbia da parte della popolazione con scritti ai giornali e manifestazioni pubbliche…addirittura con qualche intervento della polizia grigione.

Si esprimono anche gli scolari:….il 23 maggio 1970 gli allievi delle scuole di Roveredo scrivono al Consigliere federale Roger Bonvin….

“ Stimato consigliere federale,

Quest’ oggi, prima di iniziare la lezione, il nostro maestro ci ha chiesto che cosa pensiamo della ferrovia Bellinzona-Mesocco. Tutti gli allievi si sono espressi per il mantenimento della ferrovia che dal 1907 serve la popolazione e l’economia della valle. Perché non potenziarla e rinnovarla, perché non rimetterla in perfetta efficienza ?  Se cio’ non sarà attuabile si faccia pero’ in modo che la ferrovia possa ulteriormente esistere. Lei, stimato consigliere, che è un montanaro come noi,… dica una buona parola, non ci spogli la valle della piu’ bella opera che ci hanno dato i nostri nonni. Impedisca che si faccia un’ ingiustizia che non si potrebbe dimenticare e che impoverirebbe la valle. Ci dia una mano, onorevole Bonvin, e gradisca i nostri piu’ cordiali saluti. “  

Come previsto il 28 maggio 1972 il servizio ferroviario (“viaggiatori”) della linea Bellinzona – Mesocco cessa e passa alle PTT.

Quale compenso da Berna si promette un binario di raccordo industriale fra Castione e Grono: una breve linea a scartamento normale, non elettrificata, quindi con trazione diesel. Questo raccordo ferroviario rimane “fantomatico”…Non convince e i mesolcinesi non si fanno in quattro per richiederlo….

Intanto la concessione federale limita il servizio al traffico merci sull’ esistente linea a scartamento ridotto con la macchinosa e irrazionale operazione di trasbordo dei carri-merce a scartamento normale sugli appositi vagoni bassi. La “retica” non investe. Il traffico non rende. Una sola “punta” è costituita dal trasporto di cemento per le costruzioni autostradali. Chiude la Valmoesa, restano solo due medie industrie metalmeccaniche: le ditte Belloli e Corbella di Grono.

Ma già nel 1978 l’ alluvione induce la “retica” a rinunciare al tratto superiore della linea. Non si va oltre Cama. L’ officina- deposito di Mesocco chiude e viene trasferita a Grono. Un ‘ agonia che dura anni.    Il declino dei trasporti induce la Ferrovia Retica a rinunciare alla concessione nel dicembre del 2003. Sembra davvero la fine,…anche per i due ferrovieri rimasti.

Alle dure reazioni in valle si manifestano anche interventi esterni…che sembrano davvero non richiesti…

Infatti con buoni intenti ma con scarsa diplomazia, si muove negli anni 70/80 la “Pro Misoxer Bahn”: …associazione con sede a Basilea e con circa 300 soci, quasi tutti svizzero-tedeschi. Nell’ impossibilità di raggiungere gli scopi previsti dagli statuti l’ associazione decide lo scioglimento nel 1982…

Cosi un suo rappresentante aveva risposto ai colleghi della TSI:

“ Per quanto riguarda gli obiettivi della nostra associazione “Pro Misoxer Bahn” posso dire che il principale di essi era senz’altro il mantenimento del traffico ferroviario, a scartamento ridotto, fino a Mesocco; mentre un secondo obiettivo consisteva nel riattivare anche il trasporto passeggeri, passando cosi dall’ autopostale alla ferrovia. Questo in base alle costatazioni che il traffico ferroviario offre maggiori vantaggi di quello stradale. “…. “Abbiamo inviato anche una lettera al consigliere federale Leon Schlumpf accompagnata da 5.700 firme, abbiamo avuto contatti con l’ Ufficio Federale dei Trasporti al quale abbiamo esposto i nostri argomenti…” Il meno che si possa dire è che questa “Pro Misoxer Bahn” agiva con semplici scopi nostalgici, era senz’ altro fuori tempo e, perdippiu’, era troppo distante dalla realtà valligiana…Al giornalista vien da dire che …”ha fatto piu’ male che bene”….

Miglior sorte ha avuto l’ iniziativa di alcune persone della valle che, mosse dall’ interesse per il trenino del Moesano, hanno organizzato un paio di corse sulla linea con il permesso (assai poco formale) della Ferrovia Retica….Correva l’anno 1995. Era il momento di tentare              l’ occasione di appropriarsi (si fa per dire) del trenino. Si fonda la Associazione Amici Ferrovia Mesolcinese (AAFM) che gestisce (con la benedizione della “Retica”) i trasporti di viaggiatori sui binari della Retica. Il trenino balza agli onori della cronaca: stampa, radio, TV svizzeri e dell’ estero, poi addirittura un sito “internet” mostrano motrici e carrozze che viaggiano fra Castione e Cama, …13 chilometri,… ma bastano, cioè quanto rimane della vecchia linea Bellinzona-Mesocco.

Nel 1999 si vuole dare una base piu’ robusta al club con nuovi statuti e nuova designazione. Il 25 settembre 1999 nasce la SEFT (Società Esercizio Ferroviario turistico), un ente (associazione) creato in base agli art.60-79 del CCS, con sede sociale nel comune ticinese di Arbedo-Castione e iscritto nel Registro di commercio del Canton Ticino. Gli anni passano: l’ interesse aumenta. Come detto nel dicembre 2003 la Ferrovia Retica getta la spugna  (…per quanto riguarda la Bellinzona-Mesocco). E capita…l’ impensabile. La RhB offre al club che rappresento il subingresso nella concessione.

Non sembra vero: nel marzo 2004 la SEFT ottiene la concessione federale e subentra completamente alla “Retica”. La concessione dura: almeno fino al 2009 per il traffico viaggiatori e al 2020 per la tratta. Il deposito di Grono avuto per anni in affitto dalla RhB è acquistato dalla SEFT.

E’ proprio vero che: “chi la dura, la vince..ogni tanto”e poi, certamente, che “la fortuna aiuta gli audaci”.

La SEFT conta circa 150 soci e gestisce il servizio completamente in proprio: amministrazione, esercizio, manutenzione. Tutto è svolto in modo professionale,…crediamo, ma a titolo volontario.

di seguito continuiamo la nostra carrellata di immagini delle ferrovia Mesolcinese Castione-Cama, con alcuni scatti di Daniele Ghillioni, che ogni anno ( almeno 3 o 4 volte ) ripercorre la storia della ferrovia sulle carrozze della Seft... un'esperienza unica che consigliamo a tutti... per orari, informazioni, potete anche visitare il sito www.seft-fm.ch

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