Messaggio che vince non cambia, proviamo a riprendere quanto scritto quattro
anni or sono seppur con debiti aggiornamenti riguardanti soprattutto il
materiale rotabile.
Ad Arezzo ha sede una delle ferrovie "ex concesse" più
particolari d'Italia, in particolar modo TFT Trasporto Ferroviario
Toscano appartiene al gruppo storico di LFI La Ferroviaria
Italiana (da poco suddiviso tra RFT e TFT), realtà che si può
definire come tale per via del suo incredibile parco rotabili, una vero e
proprio "museo vivente all'aperto" la cui varietà colpisce qualsiasi
interessato al mondo dei trasporti.
Dove si può trovare un altro posto in Italia dove sostano fianco a fianco
locomotive elettriche E 626, motrici diesel D 341, loco a vapore 640 e 740,
carrozze Corbellini e Centoporte rimodernate quando ancora la parola "revamping"
era sconosciuta, elettrotreni binati ex SNCB Belgio, rotabili di diverse
ferrovie scomparse e che ormai hanno ceduto il passo da tempo, tutto questo
contemporaneamente presente insieme a Minuetto elettrici TTR "Elfo",
elettromotrici leggendarie "Varesine" E 623-624 e ben rare loco diesel
inglesi già ex FS Ne 700 ?
Solo ad Arezzo appunto... un luogo dove persino alcuni rotabili più datati
sono stati aggiornati quasi come in mediocri film di fantascienza dove agli
umani vengono aggiunte parti elettroniche e cose del genere. Ma andiamo a
scoprire da dove è nata l'attuale situazione...
BREVE STORIA
Il mondo LFI vive in due linee ferroviarie
aventi entrambe inizio dalla stazione di Arezzo RFI: una
corre verso nord nel Casentino in direzione di Subbiano,
Rassina, Bibbiena, Poppi, Porrena per giungere dopo 44,4 km
a Pratovecchio-Stia, capolinea visto al tempo non come
punto d'arrivo ma come punto di partenza per un'ideale "traversata
appenninica per Faenza" mai concretizzata; l'altra linea invece procede da
Arezzo verso sud per 39,5 km toccando S. Giuliano d'Arezzo,
Monte S. Savino, Lucignano e terminando presso Sinalunga,
località situata in Provincia di Siena, raccordandosi dunque con la linea
RFI non elettrificata Siena - Chiusi / Chianciano Terme. Il vero fulcro di
tale rete è la stazione di Arezzo Pescaiola, situata nei
pressi dell'omonimo quartiere in media periferia della città del Palio del
Saracino, prima fermata per i treni diretti a Sinalunga. Tale impianto,
piccolo ma funzionale, è sede del DU Dirigente Unico, che
provvede al controllo dell'intera rete LFI. L'evoluzione storica della rete
ha visto nascere nel 1893 la linea "settentrionale" per
Stia, gestita dalla nota SV Società Veneta sino al 1950 ed
elettrificata dal nuovo gestore solo nel 1954, quindi La Ferroviaria
Italiana ebbe prima in gestione la linea della Val di Chiana per Sinalunga,
inaugurata già elettrificata nel 1930, ma progettata e
concessa sin dal 1914 dalla nota Ausiliare di Milano. Solo
nel 1932 tale linea verrà raccordata alla rete FS con il breve tratto di
1,8 km tra Pescaiola e la stazione principale cittadina. In
tal modo i treni che escono dal deposito per effettuare servizio sulla linea
del Casentino devono procedere sino alla stazione RFI, attraversare in
manovra il fascio binari di stazione (nonchè la linea lenta Roma-Firenze...)
e posizionarsi sul binario 1 o 1 tronco, solitamente dedicati ai treni TFT
per Stia. Curioso invece scoprire le indicazioni per il binario 6 assegnato
alla linea per Sinalunga, trattasi infatti dell'unico binario della stazione
privo di sottopassaggio e dunque raggiungibile solo attraversando il binario
5. Da ricordare infine la nota "telenovela" degli anni ottanta-novanta del
secolo scorso in cui LFI e FSAS si
avvicendarono più volte nella gestione della linea: dopo il breve periodo di
Gestione Commissariale Governativa FSAS (dal 1988 al 1992) il problema si
risolse con un Decreto, assegnando stabilmente proprio dal 1992 la
concessione all'attuale società. Da ricordare infine anche la presenza di
ben 4 (quattro!) locomotive a vapore della Società Nettunia Sud,
rotabili di proprietà dell'Ing. Di Giacomo e ricoverati presso Arezzo
Pescaiola e l'impianto dismesso di S.Giuliano d'Arezzo, talvolta utilizzati
in passato per l'effettuazione di treni storici.
L'ultimo recente cambiamento societario è avvenuto esattamente nel
Gennaio 2005, in ossequio alle norme per la liberalizzazione del
trasporto ferroviario: da tale mese LFI rimane come sigla del gruppo,
essendosi suddivisa in RFT Rete Ferroviaria
Toscana S.p.A. (per la gestione della circolazione e gli impianti
fissi, analago caso in piccolo di RFI) e TFT
Trasporto Ferroviario Toscano S.p.A. per la gestione del vero e
proprio servizio ed alla quale è affidato il materiale rotabile.
MATERIALE ROTABILE
I rotabili che si possono incontrare ad Arezzo sono talvolta davvero
ecceziionali e da definirsi come unici o particolari, od ancora risultanti
essere gli ultimi rimasti in circolazione di grandi gruppi di macchine del
passato o, paradossalmente, sono presenti anche veicoli consegnati da poco
tempo ed all'inizio di una onorevole carriera nelle lande aretine. In
particolare, presso i vari impianti RFT è possibile incontrare niente meno
che i seguenti rotabili:
- locomotore elettrico E.6, costruzione LFI del 1950 usando
un carrello motore del 1930, ricoverato presso raccordo ad Arezzo Pescaiola.
- locomotori elettrici Edz 11/14, 4 unità, costr. iniziale Carminati
& Toselli-CGE del 1924 per la Ferrovia Bribano-Agordo, acquisite da LFi nel
1958 ed in seguito trasformate come segue:
- Edz 11 (num. Lb1 dal 1924 al 1958, 004 dal 1958 al
1974, accantonata dal 1988), riportata come in origine Lb1 per esposizione
storica c/o Centro Minerario Valle Imperina, Agordo (BL)
- Edz 12 (num. Lb2 dal 1924 al 1958), smontate e
cannibalizzata, riutilizzato il telaio per una nuova costruzione 1979/81 da
Fervet, livrea nera.
- Edz 13 (num. Lb3 dal 1924 al 1958), smontata e
cannibalizzata, riutilizzato il telaio per una nuova costruzione 1979/81 da
Fervet, livrea nera.
- Edz 14 (num. Lb4 dal 1924 al 1958, 005 dal 1958 al
1974), presumibilmente accantonata a Monte San Savino.
- locomotori elettrici Edz 17 e 18, costruzione
LFI-Fervet-TIBB del 1979/80, livrea rossa, 17 cassa squadrata, 18 cassa
poliedrica.
- locomotore elettrico E 626 006, ex FS, costruzione TIBB
del 1927, ceduta a LFI nel 1980, ex E 625 006, livrea nera sino anno 2004
c.ca.
- locomotore elettrico E 626 223, ex FS, costruzione Breda
del 1935, ceduta a LFI nel 1989, abilitata a circolare su rete RFI.
- locomotore elettrico E 626 311, ex FS, costruzione TIBB
del 1937, ceduta a LFi nel 1989, abilitata a circolare su rete RFI.
- elettrotreni Minuetto ETT 21/24 "Elfo", costruzione
Alstom del 2005/06, regolarmente in esercizio (tranne treno TTR 21 in questo
periodo)
- elettrotreni binati ALe 056 137-142-143-144-149, ex SNCB
Belgio, costruzione BND La Brugeoise-ACEC-SEM del 1956, ammodernati
Milanesio nel 1999/2000, 138 cannibalizata.
- elettromotrici EBiz 7, 8 e 9, costruzione Reggiane-TIBB
del 1954, ammodernate da Fervet nel 1980/83.
- elettromotrici EBDz 19 e 20, costruzione OMS-TIBB del
1929, ex 006 e 009 FTV Vicenza, cedute ad LFI nel 1982, accantonate a San
Giuliano o Monte San Savino.
- elettromotrice E 623 100, ex FS, ceduta ad LFI nel
1989, costruzione Breda-CGE del 1931/32, livrea castano-isabella, unità
gemelle 107, 607 e 622 mai arrivate ad Arezzo
- elettromotrici E 624 009 e 012, ex FS, costruzione
Breda-CGE-OMN del 1932-35, cedute ad LFI nel 1980 e 1983, unità superstiti
le sole 009 e 012; 001 e 002 demolite per incidente.
- motrice diesel D 341 1041, ex FS, ceduta ad LFI nel
1989, costruzione OM del 1961, livrea nuova bianco-blu-azzurra
- motrice diesel D 341 1063, ex FS, ceduta ad LFI nel 1989,
costruzione Aerfer del 1962, livrea nera (non incontrata)
- motrice diesel DI 183, ex ferrovia mineraria Olanda,
costruzione Werkspoor del 1957, ricoverata presso Monte San Savino.
- motrice diesel Ne 700 003, ex FS, ceduta ad LFI nel
1992, costruzione LMS Derby del 1941, dopo il ritiro delle truppe
alleate radiata da FS nel 1984, ammodernata Fervet nel 1992.
- locomotore diesel da manovra DE 51, tipo Kof, ex FTV
Vicenza, costruzione Borsig del 1934, ricostruzione Fervet nel 1985.
- locomotore diesel da manovra 213 930, ex DB Germania 322
655, già ex DRG Ko 4170, in Italia dal 1978, livrea verde.
- locomotori diesel da manovra 225 7068, ex FS, costruzione
Greco del 1961, acquisita da CLR Cooperativa Lavori Rigutino, a sua volta
acquisita da FS, attuale proprietà SALCEF Roma?.
- locomotore diesel da manovra tipo Badoni, origine ignota,
accantonata presso Monte San Savino, livrea gialla per rotabili lavori.
- locomotiva a vapore 640 091, costruzione Breda del 1911,
sporadicamente utilizzata, proprietà Ing. Di Giacomo-LFI.
- locomotiva a vapore 640 095, costruzione Breda del 1910,
proprietà Ing. Di Giacomo-LFI.
- locomotiva a vapore 740 329, costruzione OM del 1921,
proprietà Ing. Di Giacomo-LFI.
- locomotiva a vapore 740 462, costruzione Henschel del
1922, proprietà Ing. Di Giacomo-LFI.
- rimorchiata per elettromotrici EBiz 10, costruzione
Reggiane-TIBB del 1954, smotorizzata nel 1986, accantonata
- rimorchiate per elettromotrici pBz 118, costruzione
Reggiane-TIBB del 1954, del, almeno 2 unità non pilota sicuramente
accantonate presso Monte San Savino.
- carrozze Corbellini eBz 734 800, 803, 804, 851, 857
(pilota), 860 (pilota) ed eBz 735
352,
- carrozze Centoporte Cz 39190 ed Az 10088 ed altre, di cui
almeno 3 unità in sosta presso San Giuliano e Monte San Savino insieme ad
altre carrozze storiche (almeno 7/8 unità in tutto..)
A causa di una eccessiva diffusione del fenomeno "graffiti" diversi rotabili
sono in condizioni estetiche non propriamente "passabili" tanto che risulta
difficile reperire la matricola di diversi rotabili fotografati, quasi ci
vorrebbe una squadra di ricercatori per riuscire ad abbinare matricole e
rotabili, come.ad esempio è il caso di alcune vetture Corbellini ex FS ed
alcuni treni binati ex Belgio. Tuttavia a volte anche se il rotabile risulta
pulito, esternamente non presenta alcuna matricola di facile leggibilità.
Dopo il variegato elenco di rotabili "aretini" da ricordare anche alcune
macchine FS che hanno circolato sulla rete aretina in regime di noleggio:
dalle piccole loco a vapore 835 alle automotrici
ALn 772, sono giunte persino anche alcune carrozze X (a
volte in composizione anche con le elettromotrici "Varesine"!), senza
dimenticare il breve passaggio delle "metalliche" elettromotrici
Piaggio ex FCV Casalecchio-Vignola (acquistate e non noleggiate..)
o delle loco a vapore dei gruppi 31 e 32 della SV Società Veneta.
Da ricordare poi che il locomotore 6, la loco diesel DI 183,
l'elettromotrice "Varesina" E 623 100 in livrea storica ed un elettrotreno
binato ex belga tipo 056 (allo stato d'origine e non revisionato da Fervet) in
passato erano ricoverati all'aperto presso un raccordo privato di
un'industria adiacente alla fermata di Arezzo Via Chiari, quest'ultima
attivata posteriormente all'anno 2005. Ora tale raccordo è stato liberato e
parte del materaile rotabile è stato spostato ad Arezzo Pescaiola, presso la
stazione dismessa di S. Giuliano d'Arezzo e presso la stazione di Monte San
Savino.
Iniziamo in questa prima parte ad analizzare sopratutto le elettromotrici ed
elettrotreni di TFT Trasporto Ferroviario Toscano...
FOTO
(Tutte del periodo dal 6 al 10 Gennaio 2010)

L'utilizzo delle elettromotrici binate ALe 056 con fiancate
"scannellate" avviene da programma solo sulla linea del Casentino per Pratovecchio
/ Stia, tuttavia durante i periodi di mancanza di disponibilità del
materiale rotabile (come quello attuale) è facile incontrarle anche su corse
non a loro assegnate da programmazione. All'interno della stazione RFI di
Arezzo un tronchino centrale posto tra i binari 1-2 e 3-4 (quest'ultimi di
corretto tracciato della Fi-Ro "lenta") viene utilizzato spesso per la sosta
a lungo termine del materiale TFT, in particolar modo nei giorni festivi, in
questo caso è ritratta la quaterna composta dai complessi 142 e 143.

Le elettromotrici 7, 8 e 9 sono forse i soli rotabili originali
LFI rimasti ancora in esercizio o comunque atti al servizio, si tratta di
elettromotrici realizzate nel 1954 dalle Reggiane e dal TIBB, parzialmente
rimordernate ad inizio anni ottanta del secolo scorso ed ulteriormente
revisionate verso il finire del secolo con una livrea che possiamo appena
percepire a causa dell'ingombrante presenza di numerosi graffiti. La numero
7 attende una lavorazione in officina, si tratta di uno dei pochi rotabili
aziendali (TTR Elfo esclusi) in cui è possibile scorgere una matricola!.

L'elettromotrice 9 sosta presso la radice sud dell'impianto
cittadino di Arezzo Pescaiola, la numero 8 invece poco oltre un tronchino
adiacente. Le tre macchine di tale genere non sembrano esser molto
utilizzate in virtù della loro non più giovane età. Ogni rotabile RFI ha una
sua determinata livrea, solo fino agli anni novanta del secolo scorso bene o
male era presente una sorta di livrea bianca quasi unificata, ora
"sfracellatasi" in svariate livree di ogni genere, da quelle delle ex belghe
ai TTR Elfo, dal bianco con fasce verdi al nero di determinati locomotori,
ma non tutti!.

Incrociando una serie di dati e dita, contattando una medium ed
il RIS di Parma siamo forse riusciti a capire che l'elettromotrice ritratta
in foto dovrebbe essere la E 624 009 realizzata intorno al 1932 da Breda,
acquistata dalle FS intorno al 1980/83 e dotata di un numero di finestrini
laterali differenti rispetto alla gemella 012. I graffiti imperano in una
composizione oltremodo variegata composta tutta da rotabili "ex FS" ormai
storici anche se parzialmente ammodernati senza un particolare criterio
generale.

I tre segnali rappresentano la partenza da Pescaiola in
direzione di Sinalunga, sullo sfondo se la dorma un TTR Elfo momentaneamente
fermo per manutenzione. L'elettromotrice E 624 012 pare un clown col nasone
rosso, manovra onde portarsi sul secondo binario della stazione, il primo
resta anche quello di corretto tracciato della linea. Rispetto a cinque anni
or sono, sulla sinistra appena fuori campo è stata smantellata la tettoia
che teneva al coperto le elettromotrici ex FTV Vicenza e la nota 640 091, le
prime ora a quanto pare trasferite presso altre sedi tra cui le stazioni di
Monte San Savino e San Giuliano d'Arezzo.

Un'immagine estemporanea che ci porta indietro di svariati anni ma che rende
bene l'idea: sono ritratte ben due "Varesine", sullo sfondo in livrea
storica e coperta dalla tettoia incontriamo la stupenda E 623 100 ceduta ad
LFI nel 1989, realizzata da Breda e CGE nel 1931/32, in primo piano
osserviamo invece una "porzione" con relativa porta della cabina della E 624
012 impegnata in alcune manovre durante il momento in cui è stata scattata
la foto.

Avviciniamoci alla storica e preservata E 623 100, pregevole
pezzo che si spera in futuro possa trovare un impiego turistico magari
divagando anche sulla rete RFI. Tale elettromotrice nel Luglio 2005 era
irraggiungibile in quanto accantonata presso un raccordo privato situato nei
pressi della fermata di Arezzo Via Chiari, al tempo non ancora attivata. Tra
E 623 ed E 624 sui binari della "Ferroviaria" sono in teoria giunte almeno 8
macchine (E 623 100-107-607-622 ed E 624 001-002-009-012) tuttavia almeno 3
esemplari non sono mai giunti sulla rete essendo stati demoliti dalla Fervet
(E 623 107-607-622) e ulteriori 2 esemplari (E 624 001-002) sono stati
demoliti per incidente. Le sopravissute rimangono tre...

Gli elettrotreni binati ex SNCB Belgio del gruppo ALe 056
vennero acquistati nel 1997, si trattava di 6 elementi binati aventi numero
137, 138, 142, 143, 144 e 149, di questi il solo complesso 138 non è mai
stata ristrutturato e viene utilizzato come fonte di pezzi di ricambio
essendo ormai accantonato presso Monte San Savino. Il complesso 144 lo
troviamo in officina durante una riparazione, appena giunte tali macchine
avevano una propria numerazione LFI mentre ora sembrano conservare le sole
matricole originali SNCB. Si noti l'accatastamento di materiali e pezzi di
ricambio in deposito, quasi fosse un bazar, lo spazio è stretto ma per ora
di trasferirsi in periferia non se ne parla proprio...

Nell'estate 2005 sono giunti i primi treni TTR Elfo della
famiglia Minuetto di Alstom, numerati TTR 21/24 per conto di TFT ed
immatricolati ALe 501 - Le 220 - ALe 502 601/604 per conto Trenitalia anche
se formalmente tali treni toccano le sole stazioni RFI di Sinalunga ed
Arezzo senza effettuare alcun servizio vero e proprio su rete RFI, a
differenza dei gemelli TRU 901/904 "Pinturicchio" di FCU Perugia. Il treno
21 pare sia fermno per un problema serio che comporterà la sua trasferta a
Firenze, è in sosta in un tronchino adiacente al binario di corsa che via
via si allontana verso Sinalunga.

Solitamente gran parte delle corse della linea del
Casentino partono dal binario 1 tronco lato nord della stazione di Arezzo
RFI ove tra l'altro sono state posate delle pensiline direi decisamente
imparentate con quelle utilizzate per fermate d'autobus. Il treno TTR 22 è
pronto ad effettuare la corsa festiva 168 per Pratovecchio, solitamente
affidata ai complessi ALe 056 durante i giorni feriali. Nel Luglio 2005
risultavano esser consegnati proprio solo i treni TTR 21 e 22, ora invece
gli Elfo hanno rilevato gran parte del servizio, in particolare sulla linea
per Sinalunga.

Una curiosa situazione che ben difficilmente si ripete in altri
angoli dell'Italia: una linea affidata a privati o comunque ex concessa o
"minore" è elettrifficata e raggiunge una linea RFI Trenitalia non
elettrificata, risultato ? Il piazzale rimane spaccato in due... Questa è la
situazione di Sinalunga RFI se proviamo a guardare verso Siena, è in arrivo
il TTR Elfo 23 come treno 27 da Arezzo RFI. La linea della Val di Chiana
formalmente potrebbe anche essere utilizzata come itinerario alternativo
alla linea "lenta" Firenze-Roma in caso di eventuali interruzioni
(dimenticandoci per un attimo della linea DD..)

Nell'immagine i tre principali protagonisti di TFT operanti
sulla RFT Rete Ferroviaria Toscana, dato che TTR Elfo ed ALe 056 ex SNCB
svolgono il 98% delle corse ad eccezione di un paio di coppie di corse (una
per linea) affidate ancora ai locomotori con carrozze in composizioni
reversibili. L'Elfo TTR 24, ultimo rotabile arrivato sulla rete,
l'inaffondabile e vetusta E 624 012 e la "metallica" ALe 056 142 occupano
tutti e tre i binari passanti della Stazione RFT di Arezzo Pescaiola, il TTR
24 è appena giunto "a vuoto" dalla vicina stazione RFI dopo aver terminato
il servizio passeggeri. Notevoli e spassosi un paio di "signori delle
pulizie" di una certa età che corrono da un treno all'altro con secchi e
tinozze...

Prima di passare ai locomotori diamo un'occhiata ad ulteriori
stranezze e pregevoli rarità che si possono osservare presso Pescaiola: la
locomotiva a vapore 640 095 è forse l'unico rotabile che non si è mosso di
una virgola rispetto a cinque anni or sono, rimane sotto la tettoia nelle
immediate vicinanze dell'Officina, ben poco utilizzata. Dovrebbero esser
state spostate (presumibilmente a San Giuliano d'Arezzo) le ulteriori loco a
vapore 740 329 e 462 non più presenti a Pescaiola e di fatto proprietà della
Dicos Srl dell'Ing. Di Giacomo.

Spostato anch'esso dal raccordo di Arezzo Via Chiari ad un
raccordino nei pressi di Arezzo Pescaiola, finalmente possiamo osservare da
vicino il locomotore E 6, una piccola opera d'arte realizzata "in proprio"
da LFI nel 1950 e ricostruita anch'essa dalla Fervet di Castelfranco Veneto
(TV) nel 1986. Tale macchina ha un rodiggio del tutto particolare, non
osservabile in foto, in quanto è stata realizzata da un carrello motore
originario del 1930 e realizzato dalla locale SACFEM, azienda costruttrice
in passato anche di diverso materiale ferrotranviario. Non meno interessante
è ciò che gli sta intorno: a sinistra la cabina della loco a vapore 640 091,
a destra spunta a malapena il locomotore diesel Kof ex DB 322 655, già ex
DRG ed in Italia dal 1978