TFT AREZZO: LA FERROVIA "MUSEO A CIELO APERTO"...

di Alessio Pedretti

 
Messaggio che vince non cambia, proviamo a riprendere quanto scritto quattro anni or sono seppur con debiti aggiornamenti riguardanti soprattutto il materiale rotabile.
Ad Arezzo ha sede una delle ferrovie "ex concesse" più particolari d'Italia, in particolar modo TFT Trasporto Ferroviario Toscano appartiene al gruppo storico di LFI La Ferroviaria Italiana (da poco suddiviso tra RFT e TFT), realtà che si può definire come tale per via del suo incredibile parco rotabili, una vero e proprio "museo vivente all'aperto" la cui varietà colpisce qualsiasi interessato al mondo dei trasporti.
Dove si può trovare un altro posto in Italia dove sostano fianco a fianco locomotive elettriche E 626, motrici diesel D 341, loco a vapore 640 e 740, carrozze Corbellini e Centoporte rimodernate quando ancora la parola "revamping" era sconosciuta, elettrotreni binati ex SNCB Belgio, rotabili di diverse ferrovie scomparse e che ormai hanno ceduto il passo da tempo, tutto questo contemporaneamente presente insieme a Minuetto elettrici TTR "Elfo", elettromotrici leggendarie "Varesine" E 623-624 e ben rare loco diesel inglesi già ex FS Ne 700 ?
Solo ad Arezzo appunto... un luogo dove persino alcuni rotabili più datati sono stati aggiornati quasi come in mediocri film di fantascienza dove agli umani vengono aggiunte parti elettroniche e cose del genere. Ma andiamo a scoprire da dove è nata l'attuale situazione...
 
BREVE STORIA
Il mondo LFI vive in due linee ferroviarie aventi entrambe inizio dalla stazione di Arezzo RFI: una corre verso nord nel Casentino in direzione di Subbiano, Rassina, Bibbiena, Poppi, Porrena per giungere dopo 44,4 km a Pratovecchio-Stia, capolinea visto al tempo non come punto d'arrivo ma come punto di partenza per un'ideale "traversata appenninica per Faenza" mai concretizzata; l'altra linea invece procede da Arezzo verso sud per 39,5 km toccando S. Giuliano d'Arezzo, Monte S. Savino, Lucignano e terminando presso Sinalunga, località situata in Provincia di Siena, raccordandosi dunque con la linea RFI non elettrificata Siena - Chiusi / Chianciano Terme. Il vero fulcro di tale rete è la stazione di Arezzo Pescaiola, situata nei pressi dell'omonimo quartiere in media periferia della città del Palio del Saracino, prima fermata per i treni diretti a Sinalunga. Tale impianto, piccolo ma funzionale, è sede del DU Dirigente Unico, che provvede al controllo dell'intera rete LFI. L'evoluzione storica della rete ha visto nascere nel 1893 la linea "settentrionale" per Stia, gestita dalla nota SV Società Veneta sino al 1950 ed elettrificata dal nuovo gestore solo nel 1954, quindi La Ferroviaria Italiana ebbe prima in gestione la linea della Val di Chiana per Sinalunga, inaugurata già elettrificata nel 1930, ma progettata e concessa sin dal 1914 dalla nota Ausiliare di Milano. Solo nel 1932 tale linea verrà raccordata alla rete FS con il breve tratto di 1,8 km tra Pescaiola e la stazione principale cittadina. In tal modo i treni che escono dal deposito per effettuare servizio sulla linea del Casentino devono procedere sino alla stazione RFI, attraversare in manovra il fascio binari di stazione (nonchè la linea lenta Roma-Firenze...) e posizionarsi sul binario 1 o 1 tronco, solitamente dedicati ai treni TFT per Stia. Curioso invece scoprire le indicazioni per il binario 6 assegnato alla linea per Sinalunga, trattasi infatti dell'unico binario della stazione privo di sottopassaggio e dunque raggiungibile solo attraversando il binario 5. Da ricordare infine la nota "telenovela" degli anni ottanta-novanta del secolo scorso in cui LFI e FSAS si avvicendarono più volte nella gestione della linea: dopo il breve periodo di Gestione Commissariale Governativa FSAS (dal 1988 al 1992) il problema si risolse con un Decreto, assegnando stabilmente proprio dal 1992 la concessione all'attuale società. Da ricordare infine anche la presenza di ben 4 (quattro!) locomotive a vapore della Società Nettunia Sud, rotabili di proprietà dell'Ing. Di Giacomo e ricoverati presso Arezzo Pescaiola e l'impianto dismesso di S.Giuliano d'Arezzo, talvolta utilizzati in passato per l'effettuazione di treni storici.
L'ultimo recente cambiamento societario è avvenuto esattamente nel Gennaio 2005, in ossequio alle norme per la liberalizzazione del trasporto ferroviario: da tale mese LFI rimane come sigla del gruppo, essendosi suddivisa in RFT Rete Ferroviaria Toscana S.p.A. (per la gestione della circolazione e gli impianti fissi, analago caso in piccolo di RFI) e TFT Trasporto Ferroviario Toscano S.p.A. per la gestione del vero e proprio servizio ed alla quale è affidato il materiale rotabile.
 
MATERIALE ROTABILE
I rotabili che si possono incontrare ad Arezzo sono talvolta davvero ecceziionali e da definirsi come unici o particolari, od ancora risultanti essere gli ultimi rimasti in circolazione di grandi gruppi di macchine del passato o, paradossalmente, sono presenti anche veicoli consegnati da poco tempo ed all'inizio di una onorevole carriera nelle lande aretine. In particolare, presso i vari impianti RFT è possibile incontrare niente meno che i seguenti rotabili:
 
- locomotore elettrico E.6, costruzione LFI del 1950 usando un carrello motore del 1930, ricoverato presso raccordo ad Arezzo Pescaiola.
- locomotori elettrici Edz 11/14, 4 unità, costr. iniziale Carminati & Toselli-CGE del 1924 per la Ferrovia Bribano-Agordo, acquisite da LFi nel 1958 ed in seguito trasformate come segue:
    - Edz 11 (num. Lb1 dal 1924 al 1958, 004 dal 1958 al 1974, accantonata dal 1988), riportata come in origine Lb1 per esposizione storica c/o Centro Minerario Valle Imperina, Agordo (BL)
    - Edz 12 (num. Lb2 dal 1924 al 1958), smontate e cannibalizzata, riutilizzato il telaio per una nuova costruzione 1979/81 da Fervet, livrea nera.
    - Edz 13 (num. Lb3 dal 1924 al 1958), smontata e cannibalizzata, riutilizzato il telaio per una nuova costruzione 1979/81 da Fervet, livrea nera.
    - Edz 14 (num. Lb4 dal 1924 al 1958, 005 dal 1958 al 1974), presumibilmente accantonata a Monte San Savino.
- locomotori elettrici Edz 17 e 18, costruzione LFI-Fervet-TIBB del 1979/80, livrea rossa, 17 cassa squadrata, 18 cassa poliedrica.
- locomotore elettrico E 626 006, ex FS, costruzione TIBB del 1927, ceduta a LFI nel 1980, ex E 625 006, livrea nera sino anno 2004 c.ca.
- locomotore elettrico E 626 223, ex FS, costruzione Breda del 1935, ceduta a LFI nel 1989, abilitata a circolare su rete RFI.
- locomotore elettrico E 626 311, ex FS, costruzione TIBB del 1937, ceduta a LFi nel 1989, abilitata a circolare su rete RFI.
- elettrotreni Minuetto ETT 21/24 "Elfo", costruzione Alstom del 2005/06, regolarmente in esercizio (tranne treno TTR 21 in questo periodo)
- elettrotreni binati ALe 056 137-142-143-144-149, ex SNCB Belgio, costruzione BND La Brugeoise-ACEC-SEM del 1956, ammodernati Milanesio nel 1999/2000, 138 cannibalizata.
- elettromotrici EBiz 7, 8 e 9, costruzione Reggiane-TIBB del 1954, ammodernate da Fervet nel 1980/83.
- elettromotrici EBDz 19 e 20, costruzione OMS-TIBB del 1929, ex 006 e 009 FTV Vicenza, cedute ad LFI nel 1982, accantonate a San Giuliano o Monte San Savino.
- elettromotrice E 623 100, ex FS, ceduta ad LFI nel 1989, costruzione Breda-CGE del 1931/32, livrea castano-isabella, unità gemelle 107, 607 e 622 mai arrivate ad Arezzo
- elettromotrici E 624 009 e 012, ex FS, costruzione Breda-CGE-OMN del 1932-35, cedute ad LFI nel 1980 e 1983, unità superstiti le sole 009 e 012; 001 e 002 demolite per incidente.
- motrice diesel D 341 1041, ex FS, ceduta ad LFI nel 1989, costruzione OM del 1961, livrea nuova bianco-blu-azzurra
- motrice diesel D 341 1063, ex FS, ceduta ad LFI nel 1989, costruzione Aerfer del 1962, livrea nera (non incontrata)
motrice diesel DI 183, ex ferrovia mineraria Olanda, costruzione Werkspoor del 1957, ricoverata presso Monte San Savino.
- motrice diesel Ne 700 003, ex FS, ceduta ad LFI nel 1992, costruzione LMS Derby del 1941, dopo il ritiro delle truppe alleate radiata da FS nel 1984, ammodernata Fervet nel 1992.
- locomotore diesel da manovra DE 51, tipo Kof, ex FTV Vicenza, costruzione Borsig del 1934, ricostruzione Fervet nel 1985.
- locomotore diesel da manovra 213 930, ex DB Germania 322 655, già ex DRG Ko 4170, in Italia dal 1978, livrea verde.
- locomotori diesel da manovra 225 7068, ex FS, costruzione Greco del 1961, acquisita da CLR Cooperativa Lavori Rigutino, a sua volta acquisita da FS, attuale proprietà SALCEF Roma?.
- locomotore diesel da manovra tipo Badoni, origine ignota, accantonata presso Monte San Savino, livrea gialla per rotabili lavori.
- locomotiva a vapore 640 091, costruzione Breda del 1911, sporadicamente utilizzata, proprietà Ing. Di Giacomo-LFI.
- locomotiva a vapore 640 095, costruzione Breda del 1910, proprietà Ing. Di Giacomo-LFI.
- locomotiva a vapore 740 329, costruzione OM del 1921, proprietà Ing. Di Giacomo-LFI.
- locomotiva a vapore 740 462, costruzione Henschel del 1922, proprietà Ing. Di Giacomo-LFI.
- rimorchiata per elettromotrici EBiz 10, costruzione Reggiane-TIBB del 1954, smotorizzata nel 1986, accantonata
- rimorchiate per elettromotrici pBz 118, costruzione Reggiane-TIBB del 1954, del, almeno 2 unità non pilota sicuramente accantonate presso Monte San Savino.
- carrozze Corbellini eBz 734 800, 803, 804, 851, 857 (pilota), 860 (pilota) ed eBz 735 352,  
- carrozze Centoporte Cz 39190 ed Az 10088 ed altre, di cui almeno 3 unità in sosta presso San Giuliano e Monte San Savino insieme ad altre carrozze storiche (almeno 7/8 unità in tutto..)
 
A causa di una eccessiva diffusione del fenomeno "graffiti" diversi rotabili sono in condizioni estetiche non propriamente "passabili" tanto che risulta difficile reperire la matricola di diversi rotabili fotografati, quasi ci vorrebbe una squadra di ricercatori per riuscire ad abbinare matricole e rotabili, come.ad esempio è il caso di alcune vetture Corbellini ex FS ed alcuni treni binati ex Belgio. Tuttavia a volte anche se il rotabile risulta pulito, esternamente non presenta alcuna matricola di facile leggibilità. Dopo il variegato elenco di rotabili "aretini" da ricordare anche alcune macchine FS che hanno circolato sulla rete aretina in regime di noleggio: dalle piccole loco a vapore 835 alle automotrici ALn 772, sono giunte persino anche alcune carrozze X (a volte in composizione anche con le elettromotrici "Varesine"!), senza dimenticare il breve passaggio delle "metalliche" elettromotrici Piaggio ex FCV Casalecchio-Vignola (acquistate e non noleggiate..) o delle loco a vapore dei gruppi 31 e 32 della SV Società Veneta. Da ricordare poi che il locomotore 6, la loco diesel DI 183, l'elettromotrice "Varesina" E 623 100 in livrea storica ed un elettrotreno binato ex belga tipo 056 (allo stato d'origine e non revisionato da Fervet) in passato erano ricoverati all'aperto presso un raccordo privato di un'industria adiacente alla fermata di Arezzo Via Chiari, quest'ultima attivata posteriormente all'anno 2005. Ora tale raccordo è stato liberato e parte del materaile rotabile è stato spostato ad Arezzo Pescaiola, presso la stazione dismessa di S. Giuliano d'Arezzo e presso la stazione di Monte San Savino.
 
Iniziamo in questa prima parte ad analizzare sopratutto le elettromotrici ed elettrotreni di TFT Trasporto Ferroviario Toscano...
 

FOTO

(Tutte del periodo dal 6 al 10 Gennaio 2010)



L'utilizzo delle elettromotrici binate ALe 056 con fiancate "scannellate" avviene da programma solo sulla linea del Casentino per Pratovecchio / Stia, tuttavia durante i periodi di mancanza di disponibilità del materiale rotabile (come quello attuale) è facile incontrarle anche su corse non a loro assegnate da programmazione. All'interno della stazione RFI di Arezzo un tronchino centrale posto tra i binari 1-2 e 3-4 (quest'ultimi di corretto tracciato della Fi-Ro "lenta") viene utilizzato spesso per la sosta a lungo termine del materiale TFT, in particolar modo nei giorni festivi, in questo caso è ritratta la quaterna composta dai complessi 142 e 143.
 


Le elettromotrici 7, 8 e 9 sono forse i soli rotabili originali LFI rimasti ancora in esercizio o comunque atti al servizio, si tratta di elettromotrici realizzate nel 1954 dalle Reggiane e dal TIBB, parzialmente rimordernate ad inizio anni ottanta del secolo scorso ed ulteriormente revisionate verso il finire del secolo con una livrea che possiamo appena percepire a causa dell'ingombrante presenza di numerosi graffiti. La numero 7 attende una lavorazione in officina, si tratta di uno dei pochi rotabili aziendali (TTR Elfo esclusi) in cui è possibile scorgere una matricola!.
 


L'elettromotrice 9 sosta presso la radice sud dell'impianto cittadino di Arezzo Pescaiola, la numero 8 invece poco oltre un tronchino adiacente. Le tre macchine di tale genere non sembrano esser molto utilizzate in virtù della loro non più giovane età. Ogni rotabile RFI ha una sua determinata livrea, solo fino agli anni novanta del secolo scorso bene o male era presente una sorta di livrea bianca quasi unificata, ora "sfracellatasi" in svariate livree di ogni genere, da quelle delle ex belghe ai TTR Elfo, dal bianco con fasce verdi al nero di determinati locomotori, ma non tutti!.
 


Incrociando una serie di dati e dita, contattando una medium ed il RIS di Parma siamo forse riusciti a capire che l'elettromotrice ritratta in foto dovrebbe essere la E 624 009 realizzata intorno al 1932 da Breda, acquistata dalle FS intorno al 1980/83 e dotata di un numero di finestrini laterali differenti rispetto alla gemella 012. I graffiti imperano in una composizione oltremodo variegata composta tutta da rotabili "ex FS" ormai storici anche se parzialmente ammodernati senza un particolare criterio generale.
 


I tre segnali rappresentano la partenza da Pescaiola in direzione di Sinalunga, sullo sfondo se la dorma un TTR Elfo momentaneamente fermo per manutenzione. L'elettromotrice E 624 012 pare un clown col nasone rosso,  manovra onde portarsi sul secondo binario della stazione, il primo resta anche quello di corretto tracciato della linea. Rispetto a cinque anni or sono, sulla sinistra appena fuori campo è stata smantellata la tettoia che teneva al coperto le elettromotrici ex FTV Vicenza e la nota 640 091, le prime ora a quanto pare trasferite presso altre sedi tra cui le stazioni di Monte San Savino e San Giuliano d'Arezzo.
 

 
Un'immagine estemporanea che ci porta indietro di svariati anni ma che rende bene l'idea: sono ritratte ben due "Varesine", sullo sfondo in livrea storica e coperta dalla tettoia incontriamo la stupenda E 623 100 ceduta ad LFI nel 1989, realizzata da Breda e CGE nel 1931/32, in primo piano osserviamo invece una "porzione" con relativa porta della cabina della E 624 012 impegnata in alcune manovre durante il momento in cui è stata scattata la foto.
 


Avviciniamoci alla storica e preservata E 623 100, pregevole pezzo che si spera in futuro possa trovare un impiego turistico magari divagando anche sulla rete RFI. Tale elettromotrice nel Luglio 2005 era irraggiungibile in quanto accantonata presso un raccordo privato situato nei pressi della fermata di Arezzo Via Chiari, al tempo non ancora attivata. Tra E 623 ed E 624 sui binari della "Ferroviaria" sono in teoria giunte almeno 8 macchine (E 623 100-107-607-622 ed E 624 001-002-009-012) tuttavia almeno 3 esemplari non sono mai giunti sulla rete essendo stati demoliti dalla Fervet (E 623 107-607-622) e ulteriori 2 esemplari (E 624 001-002) sono stati demoliti per incidente. Le sopravissute rimangono tre...
 


Gli elettrotreni binati ex SNCB Belgio del gruppo ALe 056 vennero acquistati nel 1997, si trattava di 6 elementi binati aventi numero 137, 138, 142, 143, 144 e 149, di questi il solo complesso 138 non è mai stata ristrutturato e viene utilizzato come fonte di pezzi di ricambio essendo ormai accantonato presso Monte San Savino. Il complesso 144 lo troviamo in officina durante una riparazione, appena giunte tali macchine avevano una propria numerazione LFI mentre ora sembrano conservare le sole matricole originali SNCB. Si noti l'accatastamento di materiali e pezzi di ricambio in deposito, quasi fosse un bazar, lo spazio è stretto ma per ora di trasferirsi in periferia non se ne parla proprio...
 


Nell'estate 2005 sono giunti i primi treni TTR Elfo della famiglia Minuetto di Alstom, numerati TTR 21/24 per conto di TFT ed immatricolati ALe 501 - Le 220 - ALe 502 601/604 per conto Trenitalia anche se formalmente tali treni  toccano le sole stazioni RFI di Sinalunga ed Arezzo senza effettuare alcun servizio vero e proprio su rete RFI, a differenza dei gemelli TRU 901/904 "Pinturicchio" di FCU Perugia. Il treno 21 pare sia fermno per un problema serio che comporterà la sua trasferta a Firenze, è in sosta in un tronchino adiacente al binario di corsa che via via si allontana verso Sinalunga.
 


Solitamente gran parte delle corse della linea del Casentino partono dal binario 1 tronco lato nord della stazione di Arezzo RFI ove tra l'altro sono state posate delle pensiline direi decisamente imparentate con quelle utilizzate per fermate d'autobus. Il treno TTR 22 è pronto ad effettuare la corsa festiva 168 per Pratovecchio, solitamente affidata ai complessi ALe 056 durante i giorni feriali. Nel Luglio 2005 risultavano esser consegnati proprio solo i treni TTR 21 e 22, ora invece gli Elfo hanno rilevato gran parte del servizio, in particolare sulla linea per Sinalunga.
 


Una curiosa situazione che ben difficilmente si ripete in altri angoli dell'Italia: una linea affidata a privati o comunque ex concessa o "minore" è elettrifficata e raggiunge una linea RFI Trenitalia non elettrificata, risultato ? Il piazzale rimane spaccato in due... Questa è la situazione di Sinalunga RFI se proviamo a guardare verso Siena, è in arrivo il TTR Elfo 23 come treno 27 da Arezzo RFI. La linea della Val di Chiana formalmente potrebbe anche essere utilizzata come itinerario alternativo alla linea "lenta" Firenze-Roma in caso di eventuali interruzioni (dimenticandoci per un attimo della linea DD..)
 


Nell'immagine i tre principali protagonisti di TFT operanti sulla RFT Rete Ferroviaria Toscana, dato che TTR Elfo ed ALe 056 ex SNCB svolgono il 98% delle corse ad eccezione di un paio di coppie di corse (una per linea) affidate ancora ai locomotori con carrozze in composizioni reversibili. L'Elfo TTR 24, ultimo rotabile arrivato sulla rete, l'inaffondabile e vetusta E 624 012 e la "metallica" ALe 056 142 occupano tutti e tre i binari passanti della Stazione RFT di Arezzo Pescaiola, il TTR 24 è appena giunto "a vuoto" dalla vicina stazione RFI dopo aver terminato il servizio passeggeri. Notevoli e spassosi un paio di "signori delle pulizie" di una certa età che corrono da un treno all'altro con secchi e tinozze...
 


Prima di passare ai locomotori diamo un'occhiata ad ulteriori stranezze e pregevoli rarità che si possono osservare presso Pescaiola: la locomotiva a vapore 640 095 è forse l'unico rotabile che non si è mosso di una virgola rispetto a cinque anni or sono, rimane sotto la tettoia nelle immediate vicinanze dell'Officina, ben poco utilizzata. Dovrebbero esser state spostate (presumibilmente a San Giuliano d'Arezzo) le ulteriori loco a vapore 740 329 e 462 non più presenti a Pescaiola e di fatto proprietà della Dicos Srl dell'Ing. Di Giacomo.
 


Spostato anch'esso dal raccordo di Arezzo Via Chiari ad un raccordino nei pressi di Arezzo Pescaiola, finalmente possiamo osservare da vicino il locomotore E 6, una piccola opera d'arte realizzata "in proprio" da LFI nel 1950 e ricostruita anch'essa dalla Fervet di Castelfranco Veneto (TV) nel 1986. Tale macchina ha un rodiggio del tutto particolare, non osservabile in foto, in quanto è stata realizzata da un carrello motore originario del 1930 e realizzato dalla locale SACFEM, azienda costruttrice in passato anche di diverso materiale ferrotranviario. Non meno interessante è ciò che gli sta intorno: a sinistra la cabina della loco a vapore 640 091, a destra spunta a malapena il locomotore diesel Kof ex DB 322 655, già ex DRG ed in Italia dal 1978
 
... seconda parte ...
 
In questa seconda parte proviamo a dare un'occhiata all'utilizzo del materiale rotabile sulle due linee della rete RFT per Stia e Sinalunga: in particolare a Gennaio 2010 gran parte del servizio ferroviario viene svolto con i treni TTR Elfo di Alstom serie 21/24, addirittura l'intero servizio sulla linea di Sinalunga viene svolto con tale materiale ad eccezione di una singola coppia di treni "studenti" effettuata con "materiale ordinario" all'ora di pranzo; sulla linea di Stia invece poco più della metà del servizio viene garantita con le elettromotrici binate ALe 056 ex SNCB Belgio, spesso anche in doppia trazione, la restante metà del servizio viene coperto dai TTR Elfo. Anche su questa tratta una corsa su Arezzo al mattino ed una su Stia nel primo pomeriggio vengono assolte con materiale ordinario, ovvero locomotori con intercalate carrozze Corbellini o le due superstiti elettromotrici E 624.
In particolare in questo periodo i treni a "materiale ordinario" vengono effettuati con i locomotori EDz 12 e EDz 13 con intercalate 4 carrozze ex Corbellini; gli stessi locomotori sono destinati ad essere sostituiti a breve, per esigenze di turno, con i locomotori Edz 17 e EDz 18. Le elettromotrici E 624, in condizioni pietose (un graffito ne sovrascrive altri tanto che a momenti si sta creando un certo spessore..) utilizzano invece ulteriori carrozze ex Corbellini ed alcune rimorchiate pilota presumibilmente ex FS. 
Le elettromotrici d'origine Ebiz 7, 8 e 9 vengono utilizzate più raramente tuttavia tutte e tre gli esemplari risultano essere in forza presso il deposito di Pescaiola e non sembrano esser accantonate. Tra i progetti futuri a breve e medio termine si prevede una riqualificazione delle elettromotrici ALe 056 ex SNCB Belgio e si ipotizza un'eventuale acquisto di locomotori E 464, anche se in tal senso in passato LFI è sempre stata abbastanza famosa per ipotizzare progetti su materiale rotabile di cui poi non si è mai vista l'ombra, basti citare l'esempio dei mancati miniTAF da 2 pezzi, l'acquisto sfumato delle carrozze Belghe tipo 900-910-880 di FNM LeNORD Milano etc etc...
Un ultima considerazione sulla classificazione dei treni sulla rete RFT: la linea per Sinalunga prevede treni aventi numero da 01 a 50 mentre la linea per Pratovecchio prevede corse con numeri da 150 a 199. A questi per le corse feriali, al numero di treno originale bisogna aggiungere la cifra 10 (linea Sinalunga) oppure 1 (linea Pratovecchio), analogamente bisogna aggiungere la cifra 60 oppure 6 per le corse periodiche; il tutto secondo un criterio relativamente molto simile a quello adottato da FNM LeNORD Milano. In aggiunta bisogna ricordare che i "treni pari" sulla rete RFT si dirigono verso nord (quindi verso Arezzo sulla linea di Sinalunga e verso Stia sulla linea del Casentino) mentre i dispari sono diretti sempre verso sud (verso Arezzo da Stia e verso Sinalunga da Arezzo). Data la particolare conformazione della rete (in pratica due linee con una vita tra loro indipendente) non sono presenti corse effettuanti servizio su entrambe le linee, per lo meno in questo periodo storico.
Passiamo dunque in questa seconda parte ad esaminare locomotori e carrozze...
 
FOTO
(Tutte del periodo dal 6 al 10 Gennaio 2010)
 

Spostiamoci nel settore dei locomotori e la varietà e provenienza "da ogni dove" regna ancora sovrana: i locomotori EDz 12 ed EDz 13 sono gli ultimi di un gruppo di 4 esemplari originariamente costruti per la ferrovia veneta Bribano-Agordo, la gemella 11 è infatti da qualche anno tornata nei luoghi natii per essere esposta presso un Museo Minerario. I due locomotori, originariamente classificati nel gruppo Lb1/Lb4, sono giunti ad Arezzo nella seconda metà anni cinquanta e sono stati successivamente ricostruiti dalla Fervet tra il 1978 ed il 1981. Il locomotore 12 in coppia con il 13 si fa carico del treno studenti con 4 carrozze ex Corbellini profondamente rimaneggiate, lo troviamo in sosta alla radice sud di Arezzo RFI durante la mattinata.
 


Dall'altro lato della composizione ritratta nella foto precedente troviamo il locomotore EDz 13, macchina che possiamo esaminare approfonditamente dal... balcone di casa!. A breve i locomotori 12 e 13 saranno sostituiti per avvicendamento dai locomotori 17 e 18 nella trazione dei treni studenti garantiti sulla rete RFT. Da notare la particolare forma dei carrelli ed alcune piccole differenze con la Edz 12, forse dovute ad una dissimetria laterale della macchina o a qualche modifica attuata in maniera differente tra le due macchine.

 
 
Sembrano simili alla coppia EDz 11-12 tuttavia gli EDz 17-18 hanno tutta un'altra storia: sembrano anzianotti ma sono stati realizzati solo nel 1979/80 da Fervet in collaborazione con il TIBB utilizzando telaio e carrelli dei locomotori EDz 1 ed EDz 2 a loro volta provenienti da elettromotrici d'origine realizzate dalla SACFEM nel 1930, in pratica parafrasando il tutto, è come trovarsi in mano un lettore MP3 che legge dischi degli anni cinquanta!. La 17 presenta terrazzini e testate piatte, ma attenzione...
 

... non fatevi trarre in inganno poichè, non contenti, la EDz 18 è stata invece realizzata con una cassa poliedrica di tipo differente rispetto alla gemella 17, ben evidente nella foto. Nel Luglio 2005 il locomotore 17 se ne andava in giro con due carrozze ex Corbellini di cui una pilota, ora invece i due locomotori attendono in deposito di andar a dar man forte e procurare un poco di meritato riposo ai locomotori 12-13, ben più anziani anche se più simili. Anche in questo caso la livrea è un unicum, va già bene che sia la stessa sulle due macchine...
 

Arezzo Pescaiola può esser paragonato per certi versi ad una sorta di "Louvre" del panorama ferroviario italiano dato che ci puoi trovare svariati esempi di tecnica e storia ferroviaria degli anni passati: i locomotori E 626 311 e 223 formalmente dovrebbero essere regolarmente atti a circolare sulla rete RFI tanto che sulla fiancata viene riportata l'immatricolazione E 626 311 LF con tanto di sigla da operatore ferroviario. La coppia di signore si concede questo lusso in barba ai loro oltre settant'anni di vita vissuta!!! Sullo sfondo non manca nemmeno...
 
 
... un'altra "simpatica nonnina" che si è pura rifatta il look, si tratta del locomotore diesel D 341 1041, acquistato da FS da ben vent'anni e realizzato nel 1961 essendo ormai giunto anch'esso alla bella età di quasi 50 anni!. Curiosamente la "bombardona" è indenne dai pestilenziali graffiti (che bello se fossero tutti graffitati i muri delle ville dei produttori di spray e vernici...) quasi fose intoccabile, scomparsa invece la gemella 1063. Il locomotore in teoria nelle originali intenzione sarebbe servito per effettuare i "treni del mare" da Arezzo a Grosseto, progetto mai realizzato.
 

 
Un rotabile dalla proprietà misteriosa: la 225 7068 venne realizzata nel 1961 come esemplare della serie FS 225 7051/7070 dalla Greco di Reggio Emilia, un gruppo che, nelle varie serie 2000, 2100, 5000, 6000, la sola 6099 e 7000 ha raccolto macchine profondamente diverse tra loro e di varia fabbricazione. La 7068 apparteneva alla sottoserie 7061/7070 pesante ben 2,6t in più rispetto all'altra sottoserie 7051/7060 ha una potenza di 185 kW. Una volta radiata da FS ricomparve alla CLR Cooperativa Lavori di Rigutino (AR) in seguito probabilmente è giunta nelle mani di TFT oppure ha operato in passato sulla rete RFT, mentre ora pare appartenga alla SALCEF, impresa di edilizia ferroviaria avente sede a Roma ed a Fano (PU). Un asse è provvisoriamente posato su un carrellino e la macchina sembra esser stata revisionata da poco.
 

Un altro piccolo e concreto ricordo di una rete concessa che non c'è più: il locomotore DE.51 non è altro che il DE 051 realizzato dalla Borsig nel 1934 per FTV Ferrovie e Tranvie Vicentine Vicenza, rilevato da LFI nel 1985 ed anch'esso rimaneggiato dalla Fervet di Castelfranco Veneto (TV) il cui rapporto con LFI dura storicamente da diversi anni. Il piccolo locomotore curiosamente mostra l'adesivo dei Trasporti Regionali della Toscana sebbene non si tratti effettivamente di un rotabile utilizzato per servizi pendolari passeggeri, o almeno si spera!.
 
 
E ancora avanti con un pregevole pezzo di storia ferroviaria europea: la Ne 700 003 appartiene alla rara serie di macchine Ne 700 001/004 realizzata nel 1941 (talune fonti indicano il 1944) in Gran Bretagna dalla LMS Derby, giunta in Italia durante la II° Guerra Mondiale al seguito delle truppe inglesi è stata quindi rilevata da FS nel 1948 operando poi nella zona di Savona. Radiata nel 1984 è stata successivamente acquistata da LFI (una sistematina della Fervet comunque non manca mai...) e quindi utilizzata sulla concessa toscana. Un ulteriore esemplare, la 001 è stata rilevate dal MFP Museo Ferroviario Piemontese e l'abbiamo incontrata a Torino Ponte Mosca nel Marzo 2004.


Passiamo alle carrozze, non di meno quest'altre certamente storiche o dirette trasformazioni in stile fantascientifico di rotabili ormai superati da tempo ma parzialmente ammodernati creando una sorta di popolazione "mostruosa": data la particolare colorazione della vettura che solo parzialmente emerge da un mare di graffiti, dovremmo trovarci davanti alla semipilota 734 857 già ex Corbellini della quale ancora si denota una certa fisionomia. Attualmente la carrozza sacrifica le sue funzioni di semipilota essendo intercalata tra i due locomotori EDz 12 ed EDz 13.
 

Non è dato di sapere l'esatto quantitativo della "popolazione" di carrozze ex Corbellini rimodernate da LFI-TFT Arezzo, principalmente per due ragioni: le vetture sono in condizioni "esagerate" a dir poco e non ve ne è una che sia stata risparmiata dai graffiti, non vi è alcuna matricola visibile sulla fiancata che si sia salvata dalla libera fantasia di artisti di strada (categoria che nel senso ampio del termine ingloberebbe anche un altro genere di arte, la più antica del mondo...). A malapena su tali "mostri" vengono ripuliti soloi punti in cui sono indicate le scadenze delle vetture, ne osserviamo un paio ad Arezzo Pescaiola con tanto di mantici tubolari di tipo moderno ed un ulteriore esemplare facente parte del convoglio per studenti ad Arezzo RFI.
 


Tra il parco veicoli rimorchiati di LFI non mancano neppure un paio di rimorchiate appartenenti si presume alla famiglia delle elettromotrici E 623/624: l'esemplare in foto, in sosta ad Arezzo Pescaiola, presenta una recente e particolare modifica che ha coinvolto la porta in primo piano, il tutto per rendere accessibile ai diversamente abili un rotabile che se va bene ha almeno mezzo secolo di vita sulle spalle, si noti l'artistico finestrino della ritirata. Certo che se i rotabili veniissero ripuliti ed utilizzati con un certo criterio, forse ci troveremmo in casa una delle ferrovie più particolari e curiose d'Europa, una sorta di Museo vivente sulla quale si potrebbero organizzare treni speciali legati alle attrattive turistiche del territorio aretino. Visto il nascere di svariate iniziative di questo genere nel nostro paese (sebbene in ritardo rispetto alla media eruopea), vedrete che prima o poi anche ad Arezzo qualcosa si muoverà.

Più che un auspicio è una speranza...

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