Diamo uno sguardo da un ponticello pedonale situato "sopra" alla stazione di
Gorgonzola, in direzione Gessate: si scorgono gli scambi e diramazioni per il
vicino ed omonimo deposito di Gorgonzola. Un treno meno recente si sta
allontanando in direzione di Gessate, a destra un tronchino a quanto pare non
molto utilizzato, mentre un tempo tornava utile alle Tranvie extraurbane della
zona, durante il periodo di gestione "ibrido".

...mentre se guardiamo l'elettromotrice di coda di un treno che
si sta allontanando dalla stazione di Gorgonzola scopriamo che la matricola è
sempre rossa ma posta subito dopo la porta di servizio della cabina. La matr.
459 è un'elettromotrice della serie 428/461 realizzata da Breda Pistoiesi nel
1975 come ulteriore rinforzo al materiale rotabile circolante, giova ricordare
che i primi servizi della linea M2 vennero garantiti con elettromotrici della
linea M1 rossa.
Osserviamo da vicino una rimorchiata intermedia, un rotabile, quasi sempre
ignorato, in cui si scopre che sulle serie più recenti la matricola è passata
al colore nero e viene ripetuta due volte sulla fiancata della cassa. La matr.
2138 appartiene alla serie 2128/2147 realizzata nel 1991 nell'ambito dei 20
treni "3 pezzi" consegnati nel 1991 c.ca facendone parte insieme alle
elettromotrici serie 356/395.

Appartiene presumibilmente alla stessa serie l'unità in testa ad
un treno in arrivo alla stazione di Cernusco sul Naviglio, situata
parzialmente in trincea. Sullo sfondo è possibile osservare una coppia di
scambi, credo l'unico punto di comunicazione tra i due binari nella tratta tra
Cascina Gobba e Gorgonzola. Da ricordare il fatto che sulla linea M2
solitamente le elettromotrici con numeri dispari sono in testa ed il coda al
treno da sei elementi, mentre le motrici aventi numerazione pari sono di
conseguenza accoppiate "vis à vis" al centro del treno.

Concludiamo con l'unico aspetto negativo delle stazioni realizzate nel tratto
Cna Gobba - Gorgonzola: ad eccezione della più caratteristica stazione di
Cassina De' Pecchi in molti casi le strutture sono rimaste piuttosto spartane
e poco attrezzate (per gli abili, figuriamoci poi per i diversamente abili...)
ecco l'esempio della stazione di Villa Fiorita. Forse sarebbe anche ora di
pensare ad un leggero restyling di tali strutture (magari installando il
display con i minuti di attesa, qui più necessari che in città a causa
della bassa frequenza..), un interevento decisamente più necessario
piuttosto che stare a pensare a ricolorare di giallo i Radiobus