Tommaso Agudio e le sue funicolari telodinamiche
( a cura di Pierfranco Negri )
La sua fu una vita in salita, ma per sua fortuna solo sulle rotaie e in senso
metaforico: “partendo” da Malgrate, nei pressi di Lecco, “passando” per la
Francia “arrivando” a Torino e in Savoia. Ovvero la storia di un ingegnere, da
noi ormai quasi sconosciuto, ma che fu fra i pionieri del viaggiare all'insù, in
Italia e in Europa.
Fu fra i primi ad occuparsi di studi e progetti per funicolari e linee
ferroviarie finalizzate alla movimentazione di treni su forti pendenze.
Tommaso Agudio nasce a Malgrate il 27 Aprile 1827, ma viene erroneamente
ritento, da molti, torinese. Questo perché è tra Piemonte, Savoia e Francia che
si sviluppa per intero la sua attività professionale e quasi tutta la sua vita.
A soli 23 anni si laurea in ingegneria all'Università di Pisa, specializzandosi
in meccanica e metallurgia alla Scuola Centrale di Arti e Mestieri di Parigi,
ottenendo la qualifica di: Professore e Dottore in Scienze fisiche e
matematiche. In famiglia non fu il solo a conseguire fama legasta lla alta
professionalità, anche il fratello Francesco eccelse nelle scienze, ma in campo
medico. Fu un insigne specialista in ostetricia e ginecologia.
Tommaso Agudio fu ingegnere di grandissimo valore. Ed è in Francia che si
apprezzano da subito le sue capacità. Tra il 1855 e il 1856, lavora con la
qualifica di "Ingegnere costruttore", dopo soli cinque anni dalla laurea, presso
la prestigiosa "Compagnia dell'Est", partecipando alla costruzione della
ferrovia da Parigi a Mulhouse.
L'essere arrivato a tale posizione in così breve tempo e considerando che
ingegneri esperti, che in quel campo in Francia ed i Europa non mancavano, ci
dice quanto fosse capace e quanto le sue argomentazioni tecniche fossero di
primo piano ed innovative. Divenne anche membro della Società degli Ingegneri di
Parigi. Uno dei pochi non francesi.
La Francia, come abbiamo visto, fu la nazione che gli diede risorse e fiducia
per i suoi progetti lanciandolo in campo internazionale.
Oltralpe nel settore dei trasporti a fune si apprezzò, in modo particolare, il
suo sistema telodinamico ideato nel 1861, che si sviluppa e si perfeziona tra la
fine del 1867 e l'inizio del 1868.
Il sistema telodinamico (il termine deriva dal greco e oggi si direbbe
teledinamico, significa a grandi linee: trasmissione della forza a distanza) da
lui inventato ebbe applicazioni in varie funicolari e piani ferroviari inclinati
dove non era conveniente utilizzare la cremagliera.
Il governo francese durante i lavori per il traforo del Frejus, (iniziati nel
1857 e che sono ormai quasi completati sarà, infatti, aperto al traffico con
largo anticipo sulle previsioni. Tale anticipo fu reso possibile dall'impiego
delle prime perforatrici ad aria compressa. L'opera viene, infatti, inaugurata
il 16 ottobre 1871) nel 1868, dicevamo, da' mandato all'ingegnere Agudio per la
realizzazione di un tronco sperimentale a forte pendenza lungo la rampa
settentrionale del Cenisio.
I lavori iniziano nel giugno del 1869, per essere completati nel giugno del
1872, quando il tunnel del Frejus è già operativo da parecchi mesi.
I lavori del piano inclinato sperimentale telodinamico furono interrotti e
ridotti di lunghezza a seguito della guerra franco – prussiana del 1870 – 1871,
per carenza di fondi.
Il Governo francese apprezza, però, il suo lavoro tanto da conferirgli un premio
in denaro di 40.000 Franchi e la massima onorificenza civile transalpina: la
Legion d'Onore.
Il sistema telodinamico si basa su un principio totalmente differente da quello
normalmente usato per le funicolari.
Le funi non sono traenti, ma trasmettono il moto ad un carrello spingente,
attraverso un sitema di pulegge e ruote, che danno forza e moto alle ruote del
carrello, il veicolo diventava, in questo modo, un vero e proprio locomotore. Il
problema dell'aderenza era risolto con la massa del locomotere stesso ed in
alcuni casi da ruote dentate ad innesti laterali.
Da notare che la marcia dei convogli era autonoma ed indipendente da un
eventuale secondo convoglio che col suo peso aiutava, durante la discesa, la
salita dell'altro.
Il carrello detto spintore, o locomotere Agudio, spinge perciò con moto proprio
i vagoni in salita e li frena in discesa, prenedendo energia da motori posti in
centrali a monte o valle dell'impianto e trasmessa dalla fune a circuito chiuso.
Il personale di manovra era sistemato a bordo dello spintore e conduceva il
convoglio come una normale ferrovia e non come nelle tradizionali funicolari.
In Italia è conosciuto per la funicolare Sassi Superga.
A Torino il sistema telodinamico proposto da Tommaso Agudio, già sperimentato in
Francia ed in Italia sulla rampa del Dusino (1863-1865) fra Villanova -
Villafranca d'Asti nel comune di Toffarello Asti sulla linea Torino Genova,
viene così utilizzato per la funicolare torinese. La domanda di concessione per
l'impianto di Superga venne inoltrata il 1° Aprile del 1878, nel 1884 l'impianto
di Superga fu solennemente inaugurato.
La funicolare ebbe un forte impatto in città eil suo territorio e molte sono le
testimonianze che giornali e scrittori ci hanno lasciato.
Ve ne proponiamo una: «A Superga, chi non avesse voluto andarci a piedi, ci
poteva salire col somaro, ma era un divertimento quello che sapeva di poco;
adesso invece, tornato a Torino, Papà aveva trovato che lassù ci menava
addirittura una ferrovia nuova nuova di quell'anno 1884: una ferrovia come
quella dei Monti, ma più lunga e più cara, che i carrozzoni eran tirati su per
la groppa del monte da una corda di fil di ferro, una cosa vertiginosa, ma
l'ordigno n'era congegnato per modo che, se pure il filo durante il viaggio si
fosse spezzato, il convoglio di botto s'arrestava lì dov'era, e disgrazie non ne
poteva succedere nessuna. E del resto quella era una via che la praticavano solo
i signori», come dire che la sicurezza era d'obbligo per i signori e gli altri
dovevano arrangiarsi! Così come scriveva Augusto Monti ne: «I Sansôssi»,
parlando della vita e della società torinese del tempo.
Tommaso Agudio, fra le varie cariche ed incombenze ebbe anche quella di
Corrispondente dell'Ateneo delle Scienze di Milano, nonché deputato al
Parlamento Nazionale.
Muore a Torino, città che ha visto svolgersi gran parte della sua intensa
attività professionale, il 5 Gennaio 1893.
La sua opera continua, non solo idealmente, in una impresa tuttora esistente,
che reca il suo nome: la " Agudio S.P.A." con sede in via Tommaso Agudio, 8 a
Leini in provincia di Torino. Specializzata nella realizzazione di impianti a
fune, viene fondata nel 1861 da Tommaso Agudio e si inserisce da subito nel
mercato funiviario lavorando alla realizzazione di impianti speciali. Eccelle
nei sistemi di sollevamento e trasporto a fune con elevata adattabilità alle
esigenze della committenza come le funivie a va e vieni, le funicolari, le
teleferiche per il trasporto di materiali, i piani inclinati, gli ascensori
inclinati, i nastri trasportatori impiegati nella costruzione di dighe, ponti e
viadotti.
L'Agudio S.P.A. è specializzata anche in lavori di manutenzione, revisioni
periodiche, modifiche e potenziamenti di impianti già esistenti. In azienda si
conserva l'archivio tecnologico e storico dai tempi pionieristici del suo
fondatore Agudio ad oggi continuando, così, la linea di qualità, affidabilità ed
innovazione voluta dal suo fondatore. Dal 1861, in Italia e nel mondo, sono
molti gli impianti di prestigio realizzati.
A Torino come a Leini, anche a Malgrate troviamo una via dedicata a Tommaso
Agudio. A Malgrate vi è la casa padronale della famiglia: Palazzo Agudio, ora
sede del municipio, e sulla cui facciata si trovano due lapidi commemorative
della famiglia Agudio. In una si ricorda la figura el canonico, zio di Tommaso,
amico del poeta Giuseppe Parini, ospite abituale della casa. Nell'altra i
fratelli Francesco e Tommaso.