Funicolare Lanzo - Santa Margherita

storia

( a cura di Pierfranco Negri )


La funicolare di Lanzo muove i primi passi nel 1902 ad opera del dottor Carlo Carnevali, figura storica della Valle, noto coi soprannomi di: «dútur di sciuri» o «camamela», quest'ultimo per via della fiducia esagerata nelle proprietà terapeutiche della camomilla, da lui ampiamente decantate. Il nostro dottore era anche proprietario dell'Albergo Belvedere, nonché un accorto uomo d'affari, a cui non sfuggì l'importanza che il turismo aveva nell'econmia della zona e come la vicinanza con la Svizzera e Lugano in particolare poteva ulteriormente incrementare le presenze e con esse i guadagni per l'economia della valle. Elaborò ed inviò alla prefettura di Como, che sollecitamente lo inoltrò al Ministero dei Lavori Pubblici, uno studio ed un particolareggiato documento intitolato: «Della Convenienza di costruire una ferrovia-funicolare tra il Lago di Lugano e la Valle d'Intelvi».

 


Nel primo paragrafo si legge: «È sempre stato nella mente di quanti si interessarono allo sviluppo della Valle d'Intelvi e delle sue relazioni colla Città di Lugano, di stabilire un mezzo di comunicazione rapido ed economico tra la vallata e la Città. Quando, or sono 25 anni, Martino Novi, primo forse in Italia, pensava a creare una stazione climatica a Lanzo....».
Nel documento di Carnevali si analizzano puntigliosamente i vari problemi, vantaggi, costi e ricavi che l'opera comporta, paragonandoli a quelli della funicolare della San Salvatore – Lugano, simile per tipologia d'intervento e di utenza. Dalle intenzioni ed intuizioni si passa ai fatti e il 15 Marzo 1905 il Consiglio Superiore del Lavori Pubblici approvò il progetto esecutivo che reca la firma dall'ing. Bucker Durrer e subito dopo nacque la «Società Funicolare S.Margherita - Belvedere di Lanzo» con sede a Milano in via San Maurillo, 21 e con capitale misto italo-elvetico di 300.000 Lire italiane. Il primo Presidente del consiglio di amministrazione fu Giacomo Blankard.
Si diede inizio ai lavori, fra i documenti che attestano i primi passi dell'opera, citiamo il Regio Decreto n°55 del 27 gennaio 1907 firmato da Vittorio Emanale III e dai ministri Giolitti, Gianturco e Majorana, contente la convenzione con la Società della Funicolare, della durata di 60 anni con restituzione dell'impianto e di tutte le sue pertinenze ai comuni di Lanzo e di San Mamete.
La Società inizia la sua vita e quindi procede all'assunzione di ben dieci salariati. A proposito di dipendenti con un salto in avanti nel tempo ricordiamo il nome dell'ultimo manovratore della funicolare: Francesco Gervasini di Albogasio, come riportato da Antonio Vanoni nel suo, ormai introvabile, «Il Lago di Lugano – Der Luganersee 1848 – 1987», edizioni Edelwiss.
Ritorniamo agli avvenimenti di quei primi anni, Blankard venne nominato Cavaliere della Corona d'Italia.

 


Con un certo travaglio si procedette all'inaugurazione della funicolare che prevista, inizialmente, per il 27 maggio 1907 subì una serie di rinvi. Rimandata al 15 luglio slitta poi al 28 settembre. Inaugurazione sottotono poiché quel giorno, come capita spesso in settembre, pioveva che Dio la manda e il cardinale Ferrari di Milano non potè presenziare.
Il dottor Carlo Carnevali, ottimista e per niente sfiduciato dal maltempo, dedicò una Ode Saffica (significa che ogni strofa è composta da tre endecasillabi) agli Onorevoli Signori: «Commendator - Deputato Emilio Marami e Cav. Giacomo Blankard, Presidente per la detta Ferrovia – Funicolare».
Da notare il termine ferrovia che non è improprio in quanto all'inizio la struttura era per l'appunto classificata come ferrovia – funicolare ed era asservita di telegrafo, servizio postale e telefono, verrà in seguito declassata, su richiesta degli interessati a Tramvia – funicolare più snella da gestire sul piano normativo.
Il costo complessivo dell'opera risultò alla fine di 500.000 franchi svizzeri, pari a 510.000 lire italiane.
Alle sette del mattino del 29 settembre, monsignor Antognoni di Lugano benesse la funicolare, che può così iniziare, di buon mattino il servizio.
Ricordiamo che Fogazzaro usò la funicolare, attraversando il lago in barca remando fino a Santa margherita, per poi salire all'Albergo Belevedere di cui fu un ospite abituale. L'albergo è il luogo ove ha scritto molte pagine dei suoi romanzi e quasi interamente «Il mistero del Poeta».

 


La stazione a lago è posta nei pressi della chiesetta dedicata a Santa Margherita, che da il nome alla località sulle sponde del lago di Lugano è nel comune di Valsolda, all'epoca San Mamete. Le oprigini dell'edificio risalgono al XI°/XII° secolo; al suointerno troviamo un pregevole affresco datato 1526 raffigurante Santa Margherita che lotta col drago. Nel 1582 S.Carlo Borromeo si reca in visita pastorale in quelle terre e nel 1606 anche il cardinale Federigo Borromeo. Già dal 1560 visi celebravano le funzioni religiose officiate dai parroci di Porlezza che vi giungevano via lago.
Porlezza e la Valsolda facevano e fanno parte della diocesi di Milano e sono di rito Ambrosiano.

 


Santa Margherita venne martirizzata durante il dominio di Diocleziano perché rifiutò l'abiura e le nozze con un certo Olibrio; subisce orrende torture prima di essere decapitata. Margherita di Antiochia, vergine e martire, conosciuta in Oriente col nome di Marina fu cacciata di casa dal padre pagano e decapitata per la sua fede e la difesa della sua verginità dal padre nel 307. Figura molto popolare e molto venerata subito dopo la sua morte in oriente e in Grecia, divenne popolare in occidente solo nel Medioevo, invocata dalle partorienti è tra i 14 santi ausiliatori. La sua vita, a volte avvolta nella leggenda ha ispirato composizioni epiche e drammi. È spesso rappresentata nell'atto di abbattere un drago col segno della croce i suoi emblemi sono la palma e la corona regale. È, con S. Canterina e S.Barbara, protettrice degli insegnanti, degli agricoltori e dei soldati. Si narra che le sue reliquie, nel secolo X°, siano state portate a Montefiascone nel Lazio; la sua festa è celebrata il 20 Luglio, ma in oriente e in Grecia il 17 luglio. Le vicende di quei luoghi sono legate anche alla peste del 1630, durante la quale si contarono 448 morti in soli tre mesi nella sola Valle Intelvi e un numero imprecisato nella Valsolda. Morti che vengono trasportati in un cimitero in mezzo ai boschi, chiamato: «Pradel di moort» e situato tra Osteno e S.Margherita e la chiesetta diventa la cappella dei morti. Era uso seppellire i morti di peste lontano dai centri abitati per debellare il pericolo di contagio. La chiesetta è meta di altre due visite pastorali: nel 1895 col cardinale Ferrari e nel 1932 col cardinale Schuster, accolto dall'allora parroco di Lanzo don Carlo Lasio. Nel 1908 il senatore della Valsolda e scrittore legato alle vicende dei luohi e abituale frequentatore della funicolare, Antonio Fogazzaro fa restaurare a sue spese il campanile.
 


Ma torniamo a parlare della funivia... come detto sopra, nel 1909, un secondo Regio Decreto trasformò la funicolare da ferrovia a tramvia consentendo il servizio postale, il telefono e il telegrafo. Nello stesso Regio Decreto si stabiliva che la Famiglia reale e i ministri del regno avrebbero avuto diritto a viaggiare gratuitamente sulla funicolare.
A tal proposito, negli anni trenta, il conduttore-bigliettario Battista Ceresola (detto Pegurin Sop) avrà un elogio da un misterioso passeggero per la sua scrupolosità nel verificare i biglietti di viaggio e la sicurezza degli occupanti le vetture. Era il Principe Umberto. (Testimonianza riportata dalla figlia del Ceresola).
Ma la vita della funicolare non fu sempre tranquilla un piccolo incidente, il 16 aprile 1912, la scompigliò. Un masso si staccò dalla montagna cadendo sui binari e urtando una vettura. Grande spavento dei passeggeri, ma per fortuna nulla di grave. Efficientissimo il sistema di frenatura d'emergenza che in meno di un metro arresatò i convogli ed anche i soccorsi ai passeggeri furono celeri.

Anche se i primi venti di guerra si fanno sentire il 1914 è un anno d'oro con 32.500 passeggeri oltre al trasporto di una grande quantità di merci varie, con un incasso di 195.051 Lire. Ricordaiamo che il servizio era stagionale con 17 corse al giorno. Il costo del biglietto, inizialmente era di 3 Lire in prima classe, 2 in seconda, ma di lire 2,50 andata e ritorno in seconda classe. Nel 1915 il motore della funicolare viene allacciato alla rete pubblica, passando all'energia elettrica, prima funzionava a «gas povero».

 


L'Italia è entrata in guerra e nel 1917 la Valle Intelvi viene dichiarata in «Stato di guerra» dato che è terra di confine (anche se con la neutrale Svizzara), il 23 aprile le autorità militari sospesero il trasporto passeggeri della funicolare, temendone un uso spionistico. In conseguenza alla fine dell'anno l'incasso risultò pari a 57,75 Lire e le spese per il personale a 4.082,50 Lire. Un disastro!
L'interruzione si prolungò ben oltre la fine della guerra e solo nel 1920 la funicolare riprende il servizio regolare, ma non il battello della Società Navigazione Lago di Lugano. Facendo così mancare una grossa fetta di guadagno. Il deficit del 1921 fu di £ 82.107,54 e quello del 1925 di 98.985,18 Lire. Un tracollo finanziario e le conseguenze si fecero sentire pesantemente tanto che le azioni da 500 lire scesero a 50 lire.

 


Nel 1925 diventò presidente Guglielmo Poletti. Nel 1939 Enrico Verga, proprietario dell'Albergo Funicolare, questi subito ritoccò il prezzo del biglietto che salì a 5 Lire, (7,50 andata e ritorno).
Nel 1940, un'altra guerra che costringe ancora la funicolare a chiudere i battenti, sempre per la vicinaza al confine.
La vita societaria continua e nel 1941 Cesare Tunini diventò amministratore unico, sostituito l'anno successivo da Enrico Verga: la Società cambiò nome in: «Società Anonima Immobiliare Albergo Funicolare - Miralago». Il valore della funicolare fu stimato in 152.000 Lire e quello dell'albergo in 177.000.
Col dopoguerra riprendono i servizi della funicolare, nel 1946 fu sostiuta la fune, trasportata via lago, su di un barcone da Porlezza a Santa Margherita, dove venne sbarcata col pesante avvolgitore e il cavo fu trascinato fino alla cima rimpiazzando il vecchio.

 


La funicolare passò in nuove mani e subentra la società formata dai signori Krucker, Bonvicini, l'Ing. Boteum e Barelli. La società aveva sede in Val Solda.
L'impianto trasporta così per decenni migliaia di persone e molta merce. Nel 1965 si hanno avvisaglie della chiusura e nel 1967 scade la concessione che viene però rinnovata per altri dieci anni.

 

 


Si arriva al 1977 e il 19 Settembre 1977 si effettua l'ultima corsa della funicolare.
Al 31 dicembre 1978, gli azionisti quantificarono il deficit che ammontava a 7.936.351 di Lire.
Il 20 febbraio 1984 fu fatto un sopralluogo alla funicolare da funzionari regionali per la riconsegna dell 'impianto e delle pertinenze alla Regione Lombardia (la Regione era subentrata ai comuni di Lanzo e di Valsolda), purtroppo le cose erano molto ingarbugliate, con subentri di varie società, vendite parziali sulla cui legittimità si discusse per vie legali e via discorrendo. La riconsegna non è ancora avvenuta all'ottobre 2007, nonostante il ricorso alle vie legali della Regione Lombardia.
Siamo giunti agli avvenimenti più recenti. Il 7 marzo 1992 nacque il Comitato Promotore per la riattivazione della Funicolare Lanzo-S.Margherita. Presidente è il Professor Adalberto Piazzoli e segretario Giancarlo Gasarteli di Schignano.
Gli altri membri del Consiglio Direttivo sono: Renato Maglia, Giuseppe Farina, Emilio Bonometti, Ermanno Pizzetti, Carlo Botteon, Giuseppe Buffa. Molti lanzesi sono interessati alla funicolare. Sede del comitato è il Ristorante Da Buffa.
Il 12 giugno 1993 il comitato organizzò a Lanzo un convegno dal titolo. «Ipotesi Funicolare - Un convegno per un recupero». Buon successo con una affollata gita notturna in battello sul lago di Lugano e cena a bordo. Nel dicembre 1993 la Regione procedette al sequestro della funicolare e nominò il geometra Emilio Piazzoli Custode Giudiziario. L'Immobiliare Alpina, proprietaria della funicolare oppone ricorso.
Nel '94 e '95 il Custode Giudiziario riescì ad ottenere dalla Regione l'esecuzione di lavori nelle stazioni a monte e a lago al fine di arrestare il degrado e soprattutto di salvare le vetture.
I lavori hanno dato un buon risultato e sono costati alla Regione circa 80 milioni di lire.
Negli anni successivi il Comitato ha tenuto varie riunioni, ha interessato enti e istituzioni,ha fatto parlare la stampa, ha offerto vari rinfreschi augurali.
Ha fatto anche stampare un gran numero di folder con la riproduzione di sei cartoline d'epoca della funicolare e di fac-simili di biglietti validi (fino al 2004) per l'eventuale prima corsa inaugurale.

 


Sabato 29 settembre 2007 nella sala Consiliare di lanzo si tenne la celebrazione del Centenario dell'inaugurazione della Funicolare Lanzo - S.Margherita.
Dopo le due relazioni, storica e tecnica con interventi di personalità varie, si svolse una visita all'impianto che per l'occasione era stato accuratamente pulito e messo in ordine. Fu seguito da un rinfresco offerto dal comitato. Durante tutta la giornata il locale della ex-biglietteria ha funzionato un Ufficio Postale temporaneo e tre impiegati ponevano l'Annullo Postale del Centenario sulla riproduzione di una cartolina d'epoca, regolarmente affrancata e posta in vendita nell'ufficio stesso. La manifestazione ha avuto un successo superiore alle aspettative.
Ma le cose non si mettono bene per la funicolare.
Riportiamo l'incipit della deliberazione della regione Lombardia nella seduta n° 93 del 25 luglio 2007 così recita:
«Proposizione di controricorso nel giudizio promosso avanti la corte di cassazione dall'Immobiliare Alpina SRL avverso la sentenza della corte d'appello di Milano n° 1302/06 concernente la proprietà del complesso "Funicolare Lanzo - S. Margherita"».
N e consegue la nomina del difensore regionale avv. Stefano Legnani del foro di Como.
II Comitato è ben consapevole delle grandi difficoltà che si frappongono a un eventuale ripristino della funicolare, ma per molti, e non solo lanzesi, è un sogno così bello che vale la pena di provare.

I Vagoni e la struttura sono ancora in attesa DI UNA NUOVA VITA, vita che le recenti vicissitudini hanno seriamente messo in dubbio, qui di seguito riporto la mozione urgente presentata in Regione per bloccare l'alienazione della struttura:

«Mozione urgente circa l’alienazione dei beni afferenti la funicolare Lanzo d’Intelvi-Santa Margherita di Valsolda

IL CONSIGLIO PROVINCIALE

Premesso che:

in queste settimane è stata portata a conoscenza dell’opinione pubblica e delle rappresentanze istituzionali l’intenzione della Regione Lombardia di procedere, mediante asta pubblica indetta per il giorno 24 settembre p.v., all’alienazione di alcuni beni immobili di proprietà dell’ente, tra cui le stazioni della funicolare Lanzo d’Intelvi-Santa Margherita di Valsolda;
la funicolare Lanzo d’Intelvi – Santa Margherita di Valsola, che risulta ormai dismessa dal alcuni decenni, ha alle spalle una vicenda complessa, sinteticamente ricostruita di seguito:
con disciplinare di concessione approvato con R. D. 28 ottobre 1909 n. CCCCXLIX fu concesso alla Società Anonima della Funicolare pel Belvedere di Lanzo D’Intelvi la costruzione e l’esercizio della Funicolare tra Santa Margherita di Valsolda e Lanzo d’Intelvi per una durata di sessanta anni a partire dal 27 gennaio 1907, prevedendo che alla scadenza della concessione l’impianto e le sue dipendenze dovessero essere riconsegnate allo Stato;
con DPR 14 gennaio 1972, n. 5, la competenza in materia di trasporti pubblici in concessione fu trasferita dallo Stato alle Regioni a statuto ordinario;
al momento della riconsegna alla Regione Lombardia dei beni della Funicolare Santa Margherita-Lanzo d’Intelvi, alcuni mappali risultavano essere stati alienati dalla società concessionaria alla Diamante s.a.s. e all’Immobiliare Alpina s.r.l., come si evince dal testo della DGR VI/10173 del 15 marzo 1996;
la Giunta regionale promuoveva azione civile davanti al giudice ordinario per ottenere la piena disponibilità dei beni relativi alla Funicolare Santa Margherita-Lanzo d’Intelvi poiché facenti parte del demanio regionale (v. DGR V/29808 del 19 novembre 1992);
con sentenza n. 924/95 il Tribunale di Como accoglieva le richieste della Regione Lombardia e condannava la Sisma s.r.l. Santa Margherita, già concessionaria della funicolare, al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese di giudizio (come si evince dal testo della DGR VI/25653 del 6 marzo 1997);
con sentenza n. 1758/01 il Tribunale di Como accoglieva la domanda presentata dalla Regione Lombardia che aveva convenuto in giudizio l’Immobiliare Alpina s.r.l. e la Diamante s.a.s. per sentir dichiarare di proprietà ed appartenenza del demanio regionale il complesso immobiliare della predetta funicolare e per ottenere il risarcimento dei danni. Avverso la predetta sentenza del Tribunale di Como l’Immobiliare Alpina s.r.l. promuoveva ricorso avanti la Corte d’Appello di Milano: la Giunta regionale deliberava di costituirsi in
giudizio con contestuale proposizione di ricorso incidentale (v. DGR VII/11986 del 27 febbraio 2003);
con sentenza n. 1302/06 la Corte d’Appello di Milano condannava l’Immobiliare Alpina s.r.l. a restituire alla Regione Lombardia, riconosciuta quale proprietario, gli immobili e le strutture costituenti la Funicolare Santa Margherita di Valsolda-Lanzo d’Intelvi. Avverso la predetta sentenza della Corte d’Appello di Milano l’Immobiliare Alpina s.r.l. promuoveva ricorso avanti la Corte di Cassazione: la Giunta regionale deliberava di costituirsi in giudizio anche in tale fase della causa e di proporre controricorso in difesa della sentenza appellata, favorevole alle tesi dell’Ente (v. DGR VIII/5142 del 25 luglio 2007);
con DGR VIII/6769 del 12 marzo 2008 la Giunta regionale ha deliberato di dichiarare rientranti nel patrimonio disponibile della Regione Lombardia e come tali soggetti a dismissione anche immobili di proprietà regionale siti nei comuni di Valsolda e Lanzo d’Intelvi, non meglio specificati;
con bando del 31 luglio 2008 Infrastrutture Lombarde S.p.A., ente gestore, nella persona del direttore generale ha convocato per il giorno 24 settembre 2008 un’asta pubblica per l’alienazione di beni immobili di proprietà della Regione Lombardia tra i quali figurano le stazioni della funicolare di Valsolda e Lanzo d’Intelvi;
Considerato inoltre che: negli anni di funzionamento – dal 1907 al 1977 – la funicolare ha svolto un ruolo di grande rilevanza per il trasporto della popolazione locale e per la fruizione turistica dell’area, e che l’ipotesi di riattivazione del servizio, seppur non immediatamente attuabile, avrebbe in sé delle interessanti potenzialità in merito alla realizzazione di un circuito turistico di grande interesse, anche in relazione al collegamento con i servizi di navigazione lacuale che uniscono Valsolda, Porlezza, Lugano e Campione d’Italia e alla prossimità con altri impianti simili nel confinante territorio elvetico;
l’interessamento della popolazione alla riattivazione del servizio si è concretizzato fin dal 1992 nella costituzione di Comitato promotore per la riattivazione della funicolare Lanzo-Santa Margherita con lo scopo di giungere alla riapertura dell’impianto e, come si rileva dallo statuto, per aiutare la Regione Lombardia a rientrare in possesso delle proprietà che erano state indebitamente sottratte alla Regione stessa. Nell’arco di sedici anni l’azione del comitato, ampiamente documentata, è stata rivolta alla salvaguardia ed alla valorizzazione della proprietà pubblica rappresentata dalla funicolare: esso ha cooperato fattivamente con la Regione, sempre a contatto con gli uffici dell’Ente, anche attraverso opera di sensibilizzazione e promozione sul territorio (mostre, convegni, la celebrazione del centenario dell’impianto il 29 settembre 2007 con cartolina d’epoca e annullo filatelico speciale);
il comitato, incontrando il sostegno del presidente della Comunità Montana Lario Intelvese, ha avviato una raccolta di firme ed ha annunciato altre azioni miranti a bloccare la messa all’asta dei beni inerenti alla funicolare Lanzo d’Intelvi-Santa Margherita Valsolda (v. La Provincia del 28 agosto 2008);
con lettera del 3 settembre 2008 , prot. nr. 3689 del Comune di Valsolda, indirizzata a Infrastrutture Lombarde S. p. A. e al Presidente della Giunta regionale, al Presidente del Consiglio regionale e ai sottoscritti consiglieri, al Presidente della Provincia di Como, ai Presidenti delle comunità montane Lario Intelvese e Alpi Lepontine, i sindaci dei comuni di Valsolda e Lanzo d’Intelvi hanno richiesto l’annullamento della gara d’asta per l’alienazione dei beni pertinenti alla predetta funicolare, riconoscendo all’impianto in questione i presupposti di utilità pubblica;i consiglieri regionali Arosio, Gaffuri e Rinaldin, eletti nella provincia di Como, hanno presentato in data 05.09.2008 all’assessore al bilancio regionale Colozzi un’interrogazione a risposta scritta al fine di approfondire l’opportunità o meno di procedere all’alienazione dei beni in oggetto, oltre che ad ottenere chiarimenti in ordine alla procedura seguita per l’eventuale vendita;
Considerato ancora che:
a causa dell’azione legale sui beni afferenti alla funicolare Lanzo d’Intelvi-Santa Margherita Valsolda non è stato praticabile in questi anni alcun progetto concreto di riattivazione e si è persa la possibilità di accedere a tre bandi Interreg;
l’eventuale accoglimento del ricorso ancora pendente presso la Corte di Cassazione, riguardante natura giuridica, proprietà e possesso dei beni oggetto di vendita, potrebbe inficiare gli effetti della gara stessa;
l’alienazione delle due stazioni della funicolare pregiudicherebbe ogni possibilità di ripristino del servizio, vanificando l’impegno profuso in questi anni dal Comitato promotore e dalla stessa Regione Lombardia, e nel contempo ipotecando la possibilità di un suo eventuale recupero all’interno di un progetto di rilancio turistico del territorio;
IMPEGNA
Il Presidente e la Giunta:
ad assumere ogni iniziativa utile presso il competente assessorato regionale affinché i beni consistenti nelle stazioni a monte - Lanzo d’Intelvi - e a lago - Valsolda - della funicolare Lanzo – S. Margherita siano stralciati dalla gara bandita dalla Regione Lombardia per il 24 settembre p.v.;
a farsi parte attiva nell’avviare, insieme agli enti e ai soggetti locali potenzialmente interessati, una verifica circa l’opportunità di promuovere, anche attraverso un intervento diretto, la riattivazione della funicolare e la valorizzazione dei beni consistenti nelle due stazioni di Lanzo e Valsolda, nell’ambito di un progetto di rilancio turistico del territorio e di ripristino di un servizio di pubblica utilità per le popolazioni locali.
Chiara Braga Mauro Guerra».

La funicolare Lanzo d’Intelvi-Santa Margherita di Valsolda deve essere salvata. Ribadiscono ancora i consiglieri regionali di Como Luca Gaffuri (Pd) e Gianluca Rinaldin (Fi) che chiedono di bloccare la vendita all’asta dell’impianto con una lettera rivolta direttamente agli assessori regionali competenti. Dopo un’interrogazione presentata giorni fa, i consiglieri hanno firmato una lettera agli assessori alle Finanze Romano Colozzi e alle Infrastrutture e mobilità Raffaele Cattaneo affinché si attivino prima che la vendita, prevista per il 24 settembre, abbia luogo. Una vera corsa contro il tempo, motivata dal fatto che la funicolare in questione costituisce un pezzo importante del patrimonio ambientale, culturale e storico della Provincia di Como, oltre che un elemento potenzialmente strategico del sistema turistico locale, considerata la sua unicità e il suo valore di testimonianza.
«Chiediamo che Regione Lombardia non perda l’occasione di valutare l’importanza della funicolare, sia dal punto di vista turistico, che dal punto di vista della mobilità locale – dice Gaffuri –. La riattivazione della funicolare e il suo collegamento con i servizi di navigazione lacuale che potrebbero unire Valsolda, Porlezza, Lugano e Campione d’Italia, infatti, permetterebbero la realizzazione di un circuito unico. Diversamente la mobilità della zona ne uscirebbe impoverita e continuerebbe a svilupparsi solo per via automobilistica».
Ma Gaffuri fa notare anche una palese contraddizione: «A luglio la Giunta regionale ha deliberato di stanziare 158mila euro a favore del Consorzio Laghi Ceresio, Piano e Ghirla per due interventi di realizzazione di attracchi e sistemazione della riva lacuale in località Santa Margherita di Valsolda, proprio in prossimità della stazione d’arrivo della funicolare». Non solo, fa presente il consigliere del Pd: «Attualmente in Cassazione è pendente un ricorso, nell’ambito della causa che riguarda la proprietà e il possesso dei beni pertinenti alla funicolare, che vede la Regione Lombardia contendere in giudizio con alcuni privati. Un eventuale pronunciamento della corte a favore degli avversari della Regione causerebbe la nullità dell’asta: pensare di procedere alla vendita adesso, dunque, è inopportuno».
«Ripristinare un circuito di collegamento tra Porlezza, Valsolda, Lugano e Campione, attraverso dei piccoli battelli, e tra Valsolda e Lanzo (Val d’Intelvi), attraverso la funicolare, sarebbe un’iniziativa importantissima sia per il trasporto dei cittadini residenti, sia per lo sviluppo turistico – commenta Rinaldin –. Ci rendiamo conto che farlo in tempi brevi sarà difficile, ma scongiurare la vendita della stazione di partenza e arrivo è condizione indispensabile perché si possa ancora sperare e lavorare affinché questo risultato possa essere raggiunto in futuro».
Milano, 12 settembre 2008

Per chiudere riporto alcuni nomi del personale della funicolare che si sono avvicendati nel tempo, con l'augurio di vederne dei nuovi: Renzo Belcufinè, Silvio e Battistino Medici, Battista Ceresola, Francesco Gerevasini,Paolo Barni, Antonio Camini, Mario Pedrini, ing. Carlo Botteon. Un ricordo di chi ha prestato la sua opera “sul campo” giorno dopo giorno. Un ringraziamento va al Professor Adalberto Piazzoli, che con gentilezza e premura mi ha messo a disposizione il materiale con la cronistoria delle vicessitudine della funicolare e ciò mi ha permesso di tracciarne la storia.
Un grazie, anche per la battaglia che da anni il Professor Piazzoli conduce per la riattivazione dell'impianto e con l'augurio che la funicolare torni a FUNZIONARE COME UNA VOLTA e, spero che tutti gli appassionati si adoperino per salvaguardare la struttura intelvense.

 

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