MONZA - BESANA - MOLTENO
di Paolo Zanin
Dopo
che le due linee da Monza per Como e Lecco avevano chiuso i vertici del
triangolo costituito dal territorio della Brianza, rimaneva il problema di
dotare la Brianza centrale di un collegamento ferroviario. Fin dalla seconda
metà dell'ottocento si susseguono diversi progetti per collegare Monza a Lecco
attraverso una via alternativa a quella già percorsa dalla ferrovia per
Carnate e Calolziocorte. Al seguito di coordinare tutte queste iniziative in
modo da giungere ad un unico progetto realmente realizzabile, nel 1887 nasce
un Comitato Promotore per la ferrovia della Valle del Lambro, i cui sforzi non
vennero mai premiati e il progetto elaborato, che prevedeva un tortuoso
itinerario da Monza a Carate, Lambrugo, Oggiono e Cascina Belvedere, non venne
mai portato a termine.
Nello stesso periodo (1881), in base ai dettati della legge del 1879 che
prevedeva la costruzione di 1530 km di ferrovie complementari, di cui circa 50
in Brianza, gli ingegneri Anderloni e Dell'Acqua presentarono un progetto per
collegare Monza a Oggiono attraverso Vedano, Macherio, Triuggio, Besana,
Costamasnaga. Tra questi, il comune di Besana era tra più interessati alla
realizzazione della ferrovia e aveva già stanziato ingenti fondi per diversi
progetti: fece quindi propria la proposta e chiese al governo centrale
l'autorizzazione alla costruzione della linea Monza - Besana - Oggiono,
secondo il suddetto progetto. La domanda venne accolta definitivamente nel
maggio del 1884 e la linea Monza - Molteno - Oggiono venne inserita nella
legge del 1885 che prevedeva la costruzione di un certo numero di ferrovie
complementari di IV categoria. La concessione della costruzione venne però
affidata alla Società Meridionale, il cui progetto definitivo venne rifiutato
in quanto non rispondeva ai dettami della legge e la concessione di
conseguenza non venne rilasciata.
Grazie alle continue iniziative di politici e imprenditori locali, nel 1897 la
linea Monza - Molteno venne di nuovo inserita in una legge che prevedeva la
costruzione e la concessione a privati di ferrovie secondarie: nel 1900 venne
quindi elaborato il nuovo (e definitivo) progetto e il comune di Besana nel
1901 si mise nuovamente a capo del consorzio di comuni interessati alla
realizzazione della linea. Tale progetto ricalcava quello precedente del 1881,
a eccezione del capolinea che veniva portato a Molteno, in quanto nel
frattempo (1888) era stata costruita la ferrovia Albate - Lecco, che collegava
già Oggiono. Dopo numerosi travagli dovuti alla difficoltà di reperire i
finanziamenti, finalmente nel 1906 si costituisce la "Società Anonima per le
Ferrovie della Brianza Centrale" che l'anno successivo stipula con il Governo
la convenzione per la concessione. I lavori cominciarono con la posa della
prima pietra della stazione di Besana il 29 settembre 1907 e la linea venne
ufficialmente inaugurata il 14 ottobre del 1911. La linea, a binario unico e
non elettrificata, è lunga 29,2 km da Monza a Molteno; in origine vi era anche
una diramazione da Renate-Veduggio alle Fornaci di Briosco (4 km).
Un aspetto interessante e poco conosciuto delle travagliato origini della FBC
sono i rapporti poco "amichevoli" con la tranvia a vapore Monza - Barzanò -
Oggiono, aperta nel 1879 nel primo tratto e prolungata fino a Oggiono nel
1902. La tranvia seguiva un percorso diverso da quello della futura ferrovia,
più a ovest, attraverso Arcore e Casatenovo e nella parte più a nord piuttosto
accidentato; la tranvia era stata costruita in modo economico secondo le
abitudini del tempo e non era in grado di rispondere alle crescenti esigenze
del trasporto merci, in continuo aumento per lo sviluppo industriale della
zona. Per questo le vocazioni originarie della ferrovia Monza - Molteno erano
rivolte anche al trasporto merci, proprio in alternativa alla esistente
tranvia. La linea tranviaria venne infine soppressa nel gennaio 1917, a causa
della carenza di fondi, uomini e mezzi dopo lo scoppio della prima guerra
mondiale, per cui la FBC rimase l'unico vettore su ferro della zona. Alla fine
della guerra però, i grossi centri attraversati dalla tranvia soppressa, in
particolare Casatenovo, chiesero a gran voce il ripristino della linea e
vennero a questo scopo elaborati numerosi progetti, uno dei quali ne prevedeva
l'elettrificazione e il prolungamento fino a Lecco. Tale progetto, approvato
dalle autorità centrali, non venne mai realizzato, non solo per
l'impossibilità di reperire i fondi necessari, ma anche grazie all'opera
"dissuasiva" degli imprenditori e dei politici che avevano caldeggiato la
costruzione della ferrovia Monza - Molteno e che vedevano nella tranvia
riaperta e rinnovata una pericolosa concorrente.
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| La stazione di Besana in Brianza il giorno dell'inaugurazione, 14 ottobre 1911 |
Il servizio sulla linea iniziò il 15 ottobre del
1911 sotto la gestione delle Ferrovie Nord Milano (che detenevano una quota
azionaria della FBC) con 6 coppie di treni in servizio tra Monza e Molteno: 3
"omnibus", 2 "accelerati" e 1 "misto"; a Monza e a Molteno vi era la
coincidenza con i treni FS Monza - Milano e Como - Lecco. Inizialmente solo
per 3 coppie di convogli, era previsto l'inoltro diretto di vetture della FBC
fino a Milano Centrale; in seguito i treni vennero prolungati a nord verso
Oggiono (dal maggio 1916) e Lecco (1924) e a sud verso Milano (1922).
Il 15 ottobre del 1913 le FNM cessarono l'esercizio della linea che passò
nelle mani della società costruttrice, la FBC; le difficoltà della società
esercente erano comunque destinate a proseguire e i problemi economici
culminarono nel suo fallimento. Per questo nel 1919 venne costituita la
"Società per la Ferrovia Monza - Molteno - Oggiono" che rilevò la FBC (fallita
il 27 aprile 1919) nella gestione della linea a partire dal primo novembre del
1919. Il passaggio di gestione non servì però a superare i problemi economici:
l'aumento dei disservizi e la grave crisi finanziaria della MMO provocarono
nel 1935 il passaggio alla Gestione Commissariale Governativa.
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| La stazione di Besana in Brianza vista dall'alto |
Dopo la guerra, dal 17 giugno del 1953 le FS non consentirono più il collegamento diretto da Monza alla stazione Centrale di Milano: allora tra i 2 centri esistevamo solo 2 binari e nella stazione di Milano Centrale fervevano i lavori per la posa in opera dei nuovi apparati tecnologici. Dal 1 gennaio del 1954 poi, la linea passa definitivamente alle FS e, come unica conseguenza, a partire dalla fine anni '50, la linea entra a pieno titolo nella lista dei famigerati "rami secchi": da decenni viene infatti gestita nel più totale abbandono, con gravi carenze nell'armamento e nel materiale rotabile. Nel giro di 10 anni la linea rischia per ben 3 volte la chiusura (1959, 1965 e 1969), evitata solo grazie all'impegno degli utenti e dei politici locali. Lo stato di abbandono diventa inaccettabile quando il 1 marzo del 1978 in lunghi tratti della linea occorre limitare la velocità a 30km/h per il cattivo stato dell'armamento (ancora quello originale, salvo alcuni rattoppi!). Tra il 1978 e il 1979 la linea viene chiusa a tratti e si sostituisce l'armamento con materiale "di riciclo" proveniente da altre linee.
Gli interventi attuati alla fine degli anni '80 non
hanno certo permesso alla Monza - Molteno di essere protagonista nel sistema
ferroviario a nord di Milano e Monza, ma sono riusciti perlomeno a decretarne
la salvezza. Dalla metà degli anni '90 sono stati eseguiti importanti lavori
di rinnovo dell'armamento, oggi con traverse in CAP e rotaie saldate da
60kg/m, tranne nel tratto Monza - Villasanta: questo fatto, unitamente alla
limitata capacità di alcune opere d'arte consente la circolazione sulla linea
solo di automotrici e di locomotive diesel del gruppo D.343, impedendo
l'utilizzo di materiale per servizi vicinali, più idoneo al traffico delle ore
di punta. Un altro aspetto che limita gravemente le potenzialità della linea e
l'antiquato sistema della Dirigenza Locale e l'eliminazione di numerosi punti
d'incrocio, che rendono difficoltoso l'inserimento di nuove tracce. Dal 1988,
in diverse fasi, i treni della linea sono stati prolungati fino a Sesto SG,
dove è possibile l'interscambio con la linea 1 "Rossa" della Metropolitana,
facilitando l'accesso al centro di Milano, mentre dal 1999 alcune corse sono
state prolungate fino a Milano Greco Pirelli, dove è sorto un importante polo
universitario.
Dall'orario estivo del 2000 è caduto il "tabù" dell'accesso diretto dalla
Molteno - Monza - Sesto SG alle stazioni di Milano: con il "Treno dei 3
parchi" infatti, il servizio festivo da giugno a settembre viene prolungato
fino a Milano Porta Garibaldi. Dagli orari estivo e invernale del 2001, anche
nei giorni feriali un certo numero di corse raggiunge direttamente Milano
Porta Garibaldi. Il traffico merci risulta invece in stallo, limitato alle
sole stazioni di Besana e Costamasnaga (sede delle omonime officine di
costruzione e riparazione di rotabili ferroviari), per cui resiste una sola
coppia di merci feriali da Lecco a Besana. Una tradotta da Monza a Villasanta
serve invece il raccordo di una raffineria che movimenta un modesto traffico
di cisterne. Nota bene: facciamo riferimento alla tratta Monza - Molteno e non
alla Albate - Molteno - Lecco, dove invece il traffico merci raggiunge livelli
ragguardevoli.
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| La stazione di Villa Raverio |
La linea si dirama dalla stazione di Monza e percorre un tratto parallelo alla Monza-Carnate fino a Villasanta, superando la stazione di Monza Sobborghi, antica sede della concessionaria, dove erano ubicate le rimesse, le officine e gli edifici dei sevizio del personale. A Villasanta, la linea compie una stretta curva a ovest, sotto passando i binari della linea per Carnate e prosegue per Biassono-Lesmo e Macherio-Canonica costeggiando il Lambro. Dopo una breve galleria, la linea supera il Lambro con un bel viadotto in muratura e si dirige diritta verso Triuggo: da qui prosegue per Carate-Calò, superando un altro viadotto e impegnando la seconda e ultima breve galleria della linea. A questo punto la linea devia a nord est e oltrepassa Villa Raverio per giungere a Besana. Di nuovo la linea si dirige più nettamente a nord e supera le stazioni di Renate-Veduggio, Cassago-Nibionno-Bulciago e Costamasnaga, per raggiungere infine Molteno dopo un'ampia curva verso est, punto d'immissione nella linea Albate - Lecco.

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| La stazione di Molteno |
Occorre ricordare anche la diramazione per le
Fornaci di Briosco, che si staccava dalla stazione di Renate-Veduggio ed era
lunga 4 km. Il servizio passeggeri venne attivato il 28 novembre 1912, negli
anni in cui la gestione della linea era delle Ferrovie nord Milano, che
assegnarono il nome "Romanò Fornaci" al capolinea della breve diramazione.
Questo breve trovo serviva gli stabilimenti per la lavorazione dell'argilla,
al cui interno era installata un piccola rete di binari a scartamento ridotto.
Il servizio venne sospeso il 6 novembre 1917 in quanto le autorità militari
requisirono il materiale d'armamento per poterlo utilizzare in zone ritenute
più strategiche (scali merci milanesi). Le cattive condizioni economiche in
cui versò sempre la società esercente provoco la rinuncia della concessione da
parte della MMO nel 1924 (27 febbraio). Lo stesso anno si costituì la società
Anonima Raccordo Renate - Fornaci di Briosco allo scopo di rilevare
l'esercizio sul breve tratto di linea. Nell'inverno tra il 1924 e il 1925 la
linea venne riarmata e il 10 novembre del 1925 la linea venne riaperta
all'esercizio in regime di servizio merci. Le quantità di merci trasportate
furono però inferiori alle previsioni e nel maggio del 1931 la società
esercente sospese l'esercizio, a causa della chiusura dell'unico fornitore di
carri per il raccordo (società Ceramiche Briosco).
La diramazione venne riattivata per poco tempo durante la II Guerra Mondiale
quando il casello posto al suo terminale venne utilizzato come deposito di
munizioni.
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| Locomotiva Breda (fonte: Alessandro Tuzza) |
A parte i primissimi tempi, la MMO navigò sempre in
cattive acque per quanto riguarda il materiale rotabile di trazione, dovendo
ricorrere sovente a noleggi presso altre amministrazioni e all'acquisto di
mezzi usati, per sopperire alla cronica carenza nel suo parco trazione.
Il servizio venne inaugurato con 4 locomotive Breda rodiggio 1'C da 350 kW
(numerazione 1-4), affiancate probabilmente nel primo anno di servizio da 2
unità di costruzione Henschel (1912) con rodiggio D da 660 kW (numerazione FNM
410-411), gemelle del gruppo 240 delle Nord. Queste 2 unità vennero però ben
presto rilevate dalle Nord e sostituite da 3 Borsig rodiggio C di seconda mano
(risultano demolite nel 1936).
Intanto con l'arrivo della Gestione Commissariale si presero i primi
provvedimenti per migliorare il servizio: tra questi il noleggio dalle nord di
unità del gruppo 250 rodiggio 2'B di costruzione Couillet da 400kW. I buoni
risultati portarono all'acquisto (1935/36) di 3 unità del gruppo, numerate da
21 a 23 (ex 253,254 e 261 FNM). Nel 1939 risulta inoltre il noleggio dalle FS
di una locotender del gruppo 875.
Tra il 1924 e il 1935 fece servizio sulla linea una locomotiva diesel
prototipo realizzata dalla CGE in collaborazione con la Franco Tosi di Legano.
Si trattava, con la 301 delle FCL, di una delle prime locomotive diesel da
treno utilizzate in Italia. Dal 12 agosto 1932 al 31 marzo 1933 fece servizio
sulla linea un'automotrice a 2 assi Ganz: nonostante gli ottimi risultati
ottenuti durante l'esercizio non vennero acquistati rotabili di questo tipo
Nel 1936 il materiale rotabile della MMO era costituito da 3 delle 4
locomotive Breda della dotazione di origine e dalle 3 Couillet ex FNM; per
quanto riguarda le carrozze, erano in servizio 10 vetture a carrelli, di cui 4
miste di I/III classe, 3 di III classe e 3 miste III / bagagliaio, oltre a 5
vetture a 2 assi e 2 bagagliai. Per il servizio merci erano disponibili 6
carri chiusi, 12 a sopnde alte e 6 a sponde basse.
Agli inizi degli anni '40 la MMO fu di nuovo al centro di interessanti
avvenimenti legati alla trazione termica. Con lo scoppio della II Guerra
Mondiale, i costi della trazione a vapore erano diventati troppo onerosi e su
molte corse il ricorso ai treni a materiale ordinario era superfluo. La
Gestione Commissariale operò per noleggiare delle automotrici a nafta dalle
FS, ma i primi contatti non ebbero esito positivo (a parte l'utilizzo per un
breve periodo di 2 ALn 556 nel 1940) anche a causa della difficile
reperibilità del combustibile per le automotrici a nafta. Nel frattempo
infatti, erano stati attuati studi e sperimentazioni per utilizzare il metano
nella trazione di automotrici con motori a nafta e benzina. La MMO decise
quindi di trasformare 2 ALb 64 per la combustione a metano, che entrarono in
servizio nell'agosto del 1941, mentre 2 altre unità seguirono entro la fine
dell'anno. L'esperimento ebbe un certo successo e anche risonanza tra i
tecnici dell'epoca: nel 1943 vennero trasformate immesse in sevizio altre 4
automotrici. Nel complesso le automotrici trasformate per l'utilizzo a metano
sulla MMO furono le seguenti: ALn48 110 e 114, Alb64 103, 104, 112, 115, 122,
130.
Alla fine della guerra, la carenza di mezzi indusse le FS a tornare in
possesso delle ALb noleggiate alla MMO, che lo sostituì con più "ordinarie"
ALn 56 Fiat. Dai primi anni anni '50 le superstiti loco MMO vengono
progressivamente accantonate: il servizio merci e quello passeggeri con
materiale ordinario vengono svolti con locomotive noleggiate dalle FS. Con il
subentro delle FS nel 1954, le vecchie locomotive a vapore MMO vennero
definitivamente accantonate e per i servizi merci vennero impiegate delle 640.
Verso la metà degli anni '60 le ALn 556 presero il posto delle ALn 56, mentre
dal 1971 entrarono in servizio le prime ALn 668 (serie 1700). Le 740 e le 625
avevano nel frattempo sostituito le 640 nei radi servizi merci. Il 1969 vide
la fine della trazione a vapore nei servizi passeggeri e il 1974 di quella
merci, con l'arrivo delle D.343. L'ultimo capitolo del materiale rotabile che
percorse la Monza - Molteno venne scritto nel 1976, con l'arrivo delle allora
moderne ALn 668 serie 1000: e da allora nulla è cambiato! Le stesse ALn 668
assicurano tutti i servizi in composizioni di automotrici, talvolta con un
rimorchio Ln 664 intercalato che negli orari di punta orari vengono accoppiate
formando composizioni da 6 pezzi, vista piuttosto rara sulla rete FS.
I diritti su questo articolo sono
riservati e per la ripubblicazione bisogna chiedere all'autore
Paolo Zanin
Il disegno del locomotore Breda è tratto dal sito di
Alessandro
Tuzza