La linea SIR 1 è entrata in esercizio
Sabato 24 Marzo 2007, comprende 17 fermate tra
Stazione FS e Capolinea Sud: dirigiamoci verso
nord proprio partendo da quest'ultima località, situata oltre il Quartiere
Guizza e presso la quale è stato allestito un parcheggio scambiatore (250
auto) ed alcune banchine di corrispondenza con il servizio bus. Nella stessa
località è in corso di realizzazione il deposito definitivo della linea, il
quale, una volta entrato in esercizio, non è dato di sapere se consentirà la
chiusura del centralissimo capannone in zona Stazione RFI, posto all'altra
attuale estremità della linea.
Con un percorso in campagna tra villette e campi il
"tram" s'addentra in città toccando la fermata di Guizza,
mentre apparentemente non sembra esser stata realizzata la fermata Fogazzaro,
almeno per ora. Indi dopo la fermata Cuoco le due "piste
con rotaia" percorrono itinerari diversi, in direzione centro le vetture
s'affiancano al fiume Bacchiglione dopo aver effettuato la fermata
Sacchetti, in direzione periferia invece le vetture impegnano
l'antico tracciato della linea tranviaria della SV Società Veneta in
direzione Bagnoli, effettuando la fermata Bassanello
davanti ad un comodo Cinema multisala. Una volta superato il Bacchiglione le
vetture raggiungono Santa Croce e percorrono Via Vittorio
Emanuele II effettuando le fermate Diaz e
Cavalletto, dotate di banchina centrale.
Proprio presso la fermata di Cavalletto viene abbassato
il pantografo ed in marcia autonoma con batterie, le vetture percorrono
senza problemi il lato nord-occidentale dell'ampio Prato della Valle,
effettuando la fermata omonima, dalla quale si raggiunge via Belludi e con
una brusca curva a sinistra si entra in Riviera del Businello, presso la
quale viene effettuata la fermata del Santo, a poche decine
di metri dalla nota Basilica di S. Antonio. In tale fermata viene rialzato
il pantografo e riprende la marcia sotto linea aerea tradizionale.
Percorrendo le Riviere la linea prosegue effettuando le fermate Tito
Livio e Ponti Romani, raggiunge Corso Garibaldi
all'altezza di Lgo Europa, punto nella quale è già stata posata una sorta di
diramazione per la futura linea SIR 2 per Campo di Marte e Sarmeola.
Prima di scavalcare il Canale Piovego è presente
un'ulteriore fermata denominata Eremitani a poca distanza
dalla Cappella degli Scrovegni, indi in Corso del Popolo viene effettuata la
fermata di Trieste, prima di attestarsi davanti alla
Stazione RFI, fermata allestita con la sola pensilina lato
stazione essendo per ora un solo e semplice capolinea, in quanto una volta
aperta la tratta settentrionale della linea, la fermata della stazione verrà
osservata in altro punto della piazza (in pendenza salendo sul cavalcavia
Borgomagno) e l'attuale sarà riservata alle sole vetture rientranti in
deposito e/o alle future linee SIR 2 per Ponte di Brenta e SIR 3 per
Voltabarozzo.
IL SISTEMA
Tale nuovo "sistema" Translohr coniuga alcune
caratteristiche tranviarie (una singola rotaia, linea aerea a semplice filo
di contatto) con altre prerogative automobilistiche (accelerazione,
pneumatici su gomma) sino al punto di rappresentare un veicolo difficilmente
classificabile nel sistema prettamente tranviario od automobilistico. La
vettura del sistema Translohr viene guidata da una coppia di ruotine
centrali disposte all'incirca a 45° rispetto al piano del ferro, ruotine che
agiscono su una via di corsa posta al centro della carreggiata e costituita
da una semplice rotaia, ostacolo insidioso soprattutto per le biciclette e
già oggetto di crociate eversive da parte degli organi di stampa. Quest'ultimo
problema è stato risolto con un insolito "divieto di transito per
biciclette" sull'itinerario appena attivato.

Nel caso padovano sono poi state realizzate due
piste laterali nel punto in cui scorre il pneumatico o comunque la
sede riservata al tram è sempre contraddistinta anche da asfalto di colore
rosso/rosa, anche nei punti in cui le vetture transitano promiscuamemente
con il traffico privato. L'unica controindicazione di tale tipo di impianto
è proprio il fatto che ad appena pochi mesi dall'installazione alcuni
materiali si stanno già crepando in più punti. Non sono note le cause di un
paio di deragliamenti avvenuti durante il periodo di prova, aventi causato
un ulteriore ritardo nei tempi d'attivazione della linea. Da ricordare che
la gola della rotaia utilizzata dal sistema Translohr è autopulente, nel
senso che ogni vettura ha delle spazzoline che anticipano le rotelle e
mantengono la via di corsa pulita.
Assai interessante il gruppo/meccanismo scambio: sulla
linea sono installati 22 deviatoi ed ogni apparecchio necessita di uno scavo
nel manto stradale:

Ad esempio, nell'immagine sovrastante possiamo osservare
lo scambio 13/22 (numero indicato a fianco di ogni apparato sull'asfalto,
ovvero il 13° di 22 installati), situato nei pressi della fermata Santo in
Riviera del Businello, in cui si nota chiaramente come sia costituito da una
cassa in metallo annegata nell'asfalto nella quale vi è un parte semovibile
che viene fatta muovere tramite radiocomando dalle vetture, peraltro senza
alcun rumore rilevante. In particolare non esiste un vero e proprio ago ma
l'intera rotaia viene traslata di lato in base all'itinerario prescelto, una
caratteristica che ad esempio in qualche modo ricorda le strutture in opera
sulla ferrovia del Pilatus in Svizzera. Sulla linea sono dislocati svariati
deviatoi di raccordo tra le due rotaie di corsa (dire binari è un po'
troppo...) in modo tale da rendere flessibile l'esercizio in caso di avarie.
In ulteriori casi è rimasta traccia di comunicazione tra le due rotaie senza
la presenza della rotaia stessa, forse predisposta per il futuro, forse
solamente utilizzato durante le prove, o forse in seguito ad errato
posizionamento.
L'ESERCIZIO DEL CASO PADOVANO
A partire da Lunedì 26 Marzo 2007 verranno utilizzate in
linea 2 sole vetture nei giorni feriali (lunedi-sabato,
festivi servizio sospeso) delle 4 disponibili, garantendo una frequenza di
c.ca 25/30 minuti. Tutte le fermate hanno ricevuto un nome specifico,
installato sulle pensiline solo negli ultimi giorni poco prima
dell'inaugurazione ed al momento attuale i semafori non sono asserviti al
"tram". Ogni fermata è dotata di luci incastonate nella tettoia pensilina
per l'esercizio notturno ed ogni fermata ha un video piatto informativo che
segnala il tempo di attesa dell vettura, cosa particolarmente apprezzata dai
padovani.
Le fermate sono state realizzate con disposizione delle pensiline in vario
modo: tipo classico (appaiate ai lati della strada), di tipo parallelo
(entrambe le vetture hanno la pensilina da un certo lato, indipendentemente
dal senso di marcia) ed ad "isola centrale", soluzione utilizzata
soprattutto negli spazi stretti di Cso Vittorio Emanuele II. Nei pressi del
capolinea sud di Guizza la vetture deve comunque impegnare
un'asta di manovra ove effettua inversione di marcia per
portarsi alla banchina di partenza, in questi giorni era consentito rimanere
a bordo, durante l'esercizio regolare a partire da Lunedì 26 Marzo vedremo.

La rete Translohr di Padova prevede dunque una prima
linea di 10,5km disposta in senso nord-sud tra
Pontevigodarzere e la Guizza, capolinea che
dovranno essere entrambe dotati di parcheggi scambiatori da c.ca 900 posti
auto l'uno, anche se per ora alla Guizza si parla di un parcheggio per 250
posti auto. Il progetto generale prevede la realizzazione di
ulteriori due linee, la SIR3 tra la stazione RFI e
Voltabarozzo, località situata a sud-est del centro e la SIR2 tra
Vigonza e Rubano, trasversale est-ovest.
Resta da vedere se e quando verrà deciso un ulteriore ampliamento della
rete, tenuto conto che per la prima volta ci si trova davanti ad un sistema
di trasporto che fondamentalmente "ha più futuro che ha passato", avendo a
disposizione il solo caso storico di Clermont Ferrand, attivato nell'Ottobre
2006.
Da ricordare infine che, sino a quando il sistema
tranviario non sarà a pieno regime, la parallela linea automobilistica 8
Stazione FS - Guizza nn verrà soppressa o limitata, è interessante notare
come le fermate del tram e delle numerose linee di bus non coincidano (con
relativi perditempo...) nel trafficatissimo itinerario Prato della Valle -
Riviera Tito Livio - Cso Garibaldi.
LE VETTURE ED IMPRESSIONI DI VIAGGIO
L'iniziale fornitura dei veicoli (su gomma, su ferro ?
decidete voi...) prevede la consegna di 14 esemplari TRANSLOHR STE3 bidirezionali,
dotati di tre casse per una lunghezza totale cadauno di
25m in cui trovano posto 164 passeggeri, veicoli
realizzati dalla francese Lohr in collaborazone con la
carrozzeria per autobus friulana De Simon, responsabile
molto probabilmente dell'allestimento interno e della relativa
"italianizzazione" della vettura. Tali veicoli hanno un notevole
accelerazione e sulla linea padovana posso viaggiare ad una velocità
commerciale stimata tra 19 e 22 km/h servendo la
linea a regime con una frequenza di c.ca 5 minuti durante
le ore di punta. Attualmente risultano esser stati consegnati a Padova
almeno 4 esemplari, già abilitati all'esercizio ovvero i
convogli 03, 04 , 08 ed 11. A scopo
statistico giova ricodare che il convoglio 03 ha effettuato la corsa di
inaugurazione nella mattinata di Sabato 24.
Le vetture sono costituite da 3 casse, in un certo
periodo si era ipotizzato di aggiungere un'ulteriore cassa, scelta a quanto
pare abbandonata per motivi economici, mentre molto più certo è il fatto che
sono state condotte alcune prove di recupero di una vettura guasta da parte
di un'altra vettura ed anche prove di circolazione in doppia trazione, cosa
comunque non possibile nel reale servizio passeggeri in quanto le fermate
sono lunghe quanto un solo esemplare da 25m.
Impressioni di viaggio ? Fondamentalmente, se non fosse
per lo scampanellio tranviario si ha l'impressione di viaggiare a bordo di
un filobus, il confort di marcia è accettabile anche a velocità di non poco
conto, eventuali vibrazioni e scossoni sono per lo più dovuti a fondi
stradali sconnessi, l'accelerazione della vettura è davvero notevole ma non
eccessiva, nè si riscontrano effetti particolarmente sgradevoli dovuti ad
accelerazioni esagerate, vedasi "sindrome da filo d'erba al vento" delle
elettromotrici serie 6000 di GTT Torino o traballamenti e beccheggiamenti
dei Sirio di ATM Milano. Tutte le fermate sono obbligatorie pertanto tutte
le porte vengono aperte ad ogni fermata, ragion per cui non è necessario
segnalare da che lato scendere o prenotare la fermata. All'interno non si ha
quella sensazione di "mancanza di spazio" grazie alle finestratura
notevolmente ampia ed anche al fatto che le sedute non occupano tutto lo
spazio disponibile:

Le fermate vengono annunciate con una voce femminile
preregistrata e ulteriori indicatori interni a led riportano il nome
scorrevole della fermata successiva. Il banco guida è isolato dall'ambiente
passeggeri con una semplice paretina in vetro che consente un ampia vista
della linea, come dimostrato dall'immagine sottostante, scattata alla cabina
"posteriore" alla stazione RFI in attesa di partire.
Davvero impressionante la perfetta adesione con
conseguente annullmento del distacco tra i marciapiedi delle fermate e il
piano di calpestio del veicolo, non necessitante dunque di pedane e/o parti
mobili da manovrare in caso di presenza di persone diversamente abili:
LAVORI
Attualmente i lavori stanno interessando la nuova area
deposito presso il Capolinea Sud poichè l'attuale capannone
sito nei pressi della stazione non consente di ricoverare più di 5/6
vetture. Il nuovo deposito sarà raccordato alla linea essendo il suo
naturale proseguimento, tuttavia non è detto che sostituisca (almeno a breve
termine) il citato capannone situato in posizione centrale e quindi più
agevole, visto e considerato che il tempo di percorrenza dell'interna linea
(attuale) è c.ca 30 minuti.
Per quanto riguarda la tratta nord della linea SIR 1
Stazione RFI - Pontevigodarzere - Capolinea Nord per gran
parte del tracciato la rotaia è già stata posata, ad eccezione a quanto pare
dell'area del capolinea. Inoltre i lavori per lo scavalcamento del fascio
binari di Padova Centrale RFI impongono la parziale modifica e ricostruzione
di parte del Cavalcavia Borgomagno.
In definitva, dopo anni di proteste causa lavori a
rilento, causa ritardi e scarsa fiducia nel sistema di trasporto scelto (a
scapito dei più consueti, tranviario e filoviario) ora non resta che vedere
come si comporterà il "bruco mela patavino" nome affibiato bonariamente dai
padovani al tram, un ritorno giusto 100 anni dopo la nascita del tram
elettrico, seppur con una rotaia in meno e quindi con una percentuale di
"ferro" lievemente minore del suo predecessore...
Si ringrazia il Sig. Ivan Furlanis per le segnalazioni e
precisazioni sull'evoluzione del sistema Translohr padovano.
Precedenti mail, sempre disponibili a richiesta, riguardanti APS
Metrobus Padova:
"APS Padova: avanzano i lavori per il Translohr..." del 28/09/2006
FOTO GALLERY

Percorriamo la linea in un ipotetico viaggio da nord a sud:
l'elettromotrice 04 è pronta di scorta al deposito/capannone di Via Pace, una
struttura temporanea situata nei pressi dell stazione RFI. La vettura era
comunque già uscita al mattino, nel pomeriggio di Domenica 25 Marzo 2007 pare
che il servzio sia stato effettuato con 3 sole vetture...

Spostiamoci davanti alla stazione ed incontriamo in arrivo dalla
linea e da Cso Del Popolo la vettura 03 che ancora riporta la veletta
"Benvenuti a Bordo", utilizzata in occasione dell'inaugurazione dell'impianto
il giorno precedente. La vettura sta percorrendo "la deviata" onde portarsi
alla banchina sulla quale attende una folla desiderosa di sperimentare il
"bruco mela"...

... dopo di che si allontana sul
corretto tracciato impegnando una stretta curva a sinistra in direzione
centro. Da notare in primo piano i deviatoi già installati che consentiranno
alle vetture in arrivo dal deposito di dirigersi verso la tratta nord per
Pontevigodarzere, non ancora attivata. E' anche curioso osservare il veicolo
in curva dato che le coperture laterali dei due snodi sembrano fuoriuscire
dalla cassa come se fossero state installate provvisoriamente o quasi come dei
curiosi spoiler...

Abbiamo percorso tutto Corso del Popolo,
scavalcato il Canale Piovego ed eccoci ora all'inizio di Corso Garibaldi alla
fermata "Eremitani", situata a poche decine di metri dall'entrata della
famosissima Cappella degli Scrovegni. Anche in questo caso emerge una cosa
strana, ovvero l'insolito spazio lasciato tra le piste della linea, comunque
non sufficiente per farvi passare un autobus.

Lungo Riviera Ruzante è possibile anche osservare scorci del
genere, ovvero una vettura moderna transitante al fianco delle note Riviere di
Padova. In qusto caso si presta sempre la vettura 03 diretta alla Guizza con
tanto di veletta spenta.

A poche decine di metri dalla Basilica del Santo, situata in
fondo alla viuzza posta alle spalle della vettura, la matr. 08 impegna una
delle curve più strette della linea e già nel tratto privo di linea aerea.
Proprio in tale punto ed esattamente nello stesso senso di marcia della
vettura in foto, vi è stato un deragliamento di una vettura, nulla di grave se
non qualche graffio ed un bombardamento di critiche della stampa cittadina.

Nell'elegante e gigantesco piazzale del Prato della Valle ancora
la "fortunata" vettura 03 s'impegna in un passaggio nella tratta priva di
linea aerea, utilizzando le batterie senza neppur dimostrare un cedimento nel
rendimento della marcia. Nell'angolo nord-occidentale della piazza è
posizionata un'altra notevole curva a 90° gradi, percorsa mentre l'intera
piazza era invasa da Scout ed Operatori della Protezione Civile.

La vettura matr. 11 è al termine di Cso Vittorio Emanuele II e,
mentre espleta la fermata passeggeri, viene abbassato il pantografo onde
impegnare il lungo tratto che lo porterà ad effettuare una fermata (Prato
della Valle) riposizionando il pantografo sulla linea aerea alla fermata
"Santo".

La fermata "Diaz" è un interesante esempio di fermata a bachina
centrale: ancor più buffo è osservare che il mnto stradale si trovi ad una
posizione più elevata rispetto al marciapiede ed anche per il fatto che gli
autobus effettuano fermata sulla sinistra con un ulteriore banchina e relativa
palina.

Ed arriviamo al capolinea Sud, nome
che detto così non è che indichi molto bene il luogo presso la quale è stato
realizzato. Attualmente il capolinea è una "cattedrale nel deserto" con due
binari di sosta ed asta di manovra, in attesa che sia realizzato il raccordo
con il deposito.