LA LEGGENDA DEL SOCIMINO 5001
All'incirca dall'anno 1999 la leggendaria vettura tranviaria di ATM Milano nr. 5001, noto come "il socimino", è conservata all'interno dello stabilimento Fiat Ferroviaria di Savigliano (CN), sito indi divenuto di proprietà ALSTOM. Tale vettura è l'unico prototipo al mondo del tram SOCIMI tipo S-350 LRV singola cassa, oltre che essere il primo tram italiano (d'Europa?, del mondo?) a pianale integralmente ribassato, realizzato dalla nota azienda milanese nel 1988/89 e destinato sulla carta ad esser un presunto erede delle leggendarie vetture "ventotto" milanesi.
Allestito in un capannone industriale nel pavese ed in seguito completato presso lo stabilimento SOCIMI di Binasco (MI), il nuovo veicolo venne presentato alle autorità ed alla stampa il 5 Giugno 1989 presso le Officine Teodosio di ATM Milano, presentando così un nuovo frontale tranviario in seguito utilizzato anche per le elettromotrici serie 9000 di ATAC Roma. La vettura faceva parte di un progetto che prevedeva anche le versioni articolate "due casse" (vedi appunto Roma) e "tre casse", quest'ultima ipotesi poi rimasta solo sulla carta. La vettura ad una cassa, rappresentata dal prototipo "socimino", rimasto unico, purtroppo non ha mai avuto un seguito, ha effettuato solo alcune prove (sicuramente nel Febbraio 1990), in seguito forse anche in servizio passeggeri sulla linea 11, indi per anni la vettura è stata conservata all'interno del deposito tranviario ATM Leoncavallo ed anche saltuariamente esposta alle Officine Teodosio, forse l'ultima volta in occasione dell'iniziativa "Tram elettrico a Milano - I primi cento anni" del Febbraio 1994 (vedi foto a fine messaggio).
( foto di A.Pedretti - 23 Novembre 2006 )
Le principali peculiarità della vettura erano:
- pavimento a soli 350mm da terra per l'intera lunghezza del veicolo
- carrelli con ruote indipendenti e freni a dischi esterni
- otto motori di trazione da 20kw continuativi, ognuno azionante la ruota corrispondente
- altezza esterna contenuta che tra l'altro ha richiesto l'apposita realizzazione di un castelletto necessario per il montaggio del pantografo monobraccio
( foto di A.Pedretti - 23 Novembre 2006 )
A tutt'oggi la vettura pare sia giunta al tempo a Savigliano per esser studiata da Fiat Ferroviaria in occasione della realizzazione dei tram a pavimento ribassato tipo Cityway (vedi Torino, Messina) nonchè per le vetture serie 9100 e 9200 di ATAC - Trambus Roma. Il rotabile conserva ancora oggi, dopo almeno 7 anni d'accantonamento, un'obliteratrice ex ATM Milano, la veletta indicante la "milanese" linea 11 e persino la pubblicità interna di una nota marca di "dadi" per cucina. Molto curiosa ed inusuale la coppia di sedili posta in coda alla vettura, le uniche sedute ad esser posizionate trasversalmente rispetto al senso di marcia, dato che tutti gli altri sedili erano posizionati vis-a-vis.
Oltre la citata ed evidente parentela con le elettromotrici romane, il leggendario "socimino" nr. 5001 può essere anche considerato come il predecessore e padre degli Eurotram di Strasburgo, poichè lo stesso consorzio "LRV 350" era formato al tempo da ABB Trazione e SOCIMI: la prima azienda ha infatti portato avanti il progetto, dopo esser fallita, è risorta come ABB Tecnomaio indi divenuta AdTRANZ Trasportation e successivamente acquisita dall'attuale Bombardier; la seconda azienda, vera mente dalla quale è nato il veicolo, è invece fallita nel 1992 ed in seguito in parte assorbita da ATM Milano a livello di maestranze e dipendenti. Per un curioso caso del destino proprio l'Eurotram è tornato dunque alle origini nel 1999, acquistato da ATM Milano (serie 7001/7026, 26 esemplari) e solo successivamente "piazzato" anche in Portogallo, precisamente a Porto.
Nelle immagini si può osservare l'attuale condizione della vettura, nella speranza che un giorno la stessa possa essere preservata almeno staticamente, stante la sua assoluta unicità. Chissà mai che un vicino "museo piemontese" magari riesca a...